10/02/2025

GAM: Azioni, azioni, azioni

Le dichiarazioni di Trump influenzano i mercati, così come i suoi cambi di direzione. L’applicazione dei dazi e le politiche commerciali della nuova amministrazione restano imprevedibili, ma finora l’impatto sui mercati è stato limitato. Le prime mosse appaiono decise in vista di una negoziazione per ottenere concessioni. I dati sull’occupazione di gennaio negli Stati Uniti mostrano segnali contrastanti. Il Michigan Sentiment di febbraio, invece, peggiora a causa dell’aumento delle aspettative di inflazione a breve termine, alimentate dalle incertezze sulle politiche tariffarie. Negli Stati Uniti, le pubblicazioni trimestrali delle società continuano a influenzare l'andamento dei principali indici, mentre l'azionario europeo raggiunge nuovi record. In Cina, la spinta del settore tecnologico sta contribuendo a stabilizzare i mercati.

La Banca d’Inghilterra ha tagliato i tassi di 25 punti base, aprendo la strada a ulteriori riduzioni. Il mercato prevede almeno due nuovi tagli entro l’anno, con una probabilità dell’80% per un terzo, aumentando le scommesse. Nell’immediato, la sterlina ha perso l’1% contro il dollaro, penalizzata dall’allentamento monetario e dalle previsioni future. Il voto dei nove membri è stato unanime, includendo Catherine Mann, nota per posizioni restrittive, a conferma di un orientamento accomodante. La debolezza dell'economia e il rallentamento dell'inflazione rafforzano le attese, con il prossimo taglio già possibile a marzo.

La scorsa settimana il Segretario del Tesoro Scott Bessent, in due distinte interviste, ha dichiarato che l’amministrazione Trump si concentra sulla riduzione dei rendimenti dei Treasury a 10 anni, considerati più rilevanti per il costo del credito rispetto al tasso di riferimento della Fed. Per raggiungere questo obiettivo, punta su tre leve: il taglio della spesa pubblica, la riduzione del deficit e l’espansione dell’offerta energetica, ritenuta cruciale per abbassare l’inflazione e sostenere la fiducia dei consumatori. Bessent ha confermato il sostegno a un dollaro forte, ma non vuole che altri Paesi indeboliscano le loro valute per ottenere vantaggi sulle esportazioni. Ha escluso cambiamenti immediati nella strategia di emissione del debito, pur criticando il ricorso eccessivo a titoli a breve termine da parte del suo predecessore, Janet Yellen. Ha inoltre ribadito la volontà di rendere permanente il taglio delle tasse per favorire la crescita.

I dati sull’occupazione americana di gennaio, pubblicati venerdì, mostrano un mercato del lavoro solido ma senza pressioni inflazionistiche eccessive. I nuovi occupati non agricoli sono aumentati di 143.000 unità, meno del previsto, ma con revisioni al rialzo per i due mesi precedenti, portando la media del 2024 alle 166.000 assunzioni mensili. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4% nonostante un aumento della partecipazione, mentre la crescita dei salari (+0,5% su base mensile) riflette una domanda di lavoro ancora robusta, con le imprese che continuano ad offrire salari più elevati per attrarre i lavoratori. Sul fronte della fiducia dei consumatori, il Michigan Sentiment è sceso a 67,8 punti, minimo da sette mesi, riflettendo timori per le tariffe e aspettative di inflazione in rialzo al 4,3% nel breve termine. Il sentiment è peggiorato trasversalmente tra le diverse appartenenze politiche, con l’incertezza sulle strategie economiche e commerciali di Trump che potrebbe incidere sulla spesa dei consumatori.

Abbiamo più volte mostrato la sottoperformance del mercato azionario europeo rispetto ad altri indici globali, evidenziando come il trend potesse invertirsi a determinate condizioni. Da inizio anno c’è stato un cambio di passo e le azioni europee sembrano ora destinate a prolungare la loro sovraperformance, grazie a valutazioni interessanti, aspettative di ulteriore allentamento monetario e a una rotazione globale verso asset più a buon mercato. L’indice europeo ha toccato un massimo storico, trainato da un sentiment positivo che le ha consentito di superare al momento gli altri indici globali. Fattori favorevoli includono l'indebolimento dell'euro, il rally tecnologico in Cina e l'ottimismo sulla tenuta degli utili, con il supporto di settori chiave come banche e materials. Tuttavia, persistono rischi legati alla politica commerciale degli Stati Uniti e all'incertezza sui tassi della Fed.

I titoli tecnologici cinesi continuano a guadagnare slancio, trainati dall’interesse per l’IA e la robotica, con l’Hang Seng Tech in crescita. Inoltre, il suo rialzo contribuisce a sostenere l’indice generale. Si intensificano inoltre i flussi in entrata degli investitori locali sugli ETF legati agli indici onshore, segnale di una crescente fiducia nelle prospettive delle società, al di là delle dinamiche macroeconomiche. La rivalità tecnologica con gli Stati Uniti potrebbe catalizzare ulteriori investimenti nel settore, mentre Alibaba e Tencent si preparano alla prova degli utili. Nonostante le incertezze commerciali, il comparto tecnologico, grazie alle valutazioni attuali, sembra ben posizionato per proseguire il recupero nei prossimi mesi.

Settimana intensa per gli utili USA, con ben 131 società dello S&P 500 che hanno pubblicato i loro bilanci, tra cui Alphabet e Amazon. L’attenzione resta alta sulle Big Tech, soprattutto in un contesto di investimenti massicci sull’intelligenza artificiale. I ricavi del 4° trimestre di Alphabet sono risultati sotto le stime fermandosi a $81,6 mld, penalizzati dal rallentamento del cloud, segnalando una domanda più lenta del previsto. La reazione di mercato è stata negativa, anche a causa dell’annuncio di capex per $75 mld nel 2025 (contro i $57,9 mld previsti). Il CEO Sundar Pichai ha difeso la scelta, sostenendo che gli investimenti sono destinati a generare ricavi futuri, ma il mercato si interroga sulla sostenibilità dei costi.

Amazon ha registrato un fatturato di 187 miliardi di dollari (+10% a/a), in linea con le attese. L’utile netto è cresciuto di oltre l’80%, segnalando una redditività in forte miglioramento. Tuttavia, la guidance per il primo trimestre ha deluso in quanto sono stati abbassati le stime sui ricavi di circa il 3%, ma soprattutto l’utile operativo di oltre il 10%. Amazon ha speso 26,3 miliardi di dollari in investimenti nel 4° trimestre, con focus su Intelligenza artificiale e servizi di cloud, cifra che prevede di mantenere nel 2025. Il CEO Jassy definisce l’IA la più grande opportunità commerciale dopo Internet.

Con sei delle Magnifici Sette che hanno pubblicato i conti emerge un quadro in cui gli utili hanno superato le attese (+7,4%), ma i ricavi sono stati leggermente inferiori (-0,1%) rispetto alle stime. Un dato che, seppur marginale, segna un cambiamento per un gruppo di aziende che negli ultimi trimestri aveva abituato il mercato a continue sorprese positive. Tesla è stata l’unica a mancare sia le stime sui ricavi (-5,5%) che sull’EPS (-3%). Apple, Microsoft, Meta, Alphabet e Amazon hanno tutte battuto le previsioni sugli utili, ma la reazione del mercato è stata prudente. Amazon ha registrato la sorpresa maggiore in termine di utili.  A livello di settore, le Magnifiche 7 e l’S&P 500 Info Tech stanno mostrando segni di consolidamento, muovendosi in linea con l’S&P 500. Il mercato sta riequilibrando il peso delle Big Tech, dopo anni in cui hanno trainato gli indici. Il fatto che queste aziende non stiano più salendo senza sosta è visto come un segnale salutare per il mercato nel suo complesso. Ora l’attenzione si sposta su Nvidia, che pubblicherà i risultati nelle prossime settimane. L’azienda è il barometro dell’AI e le sue previsioni saranno decisive per capire se l’euforia attorno al settore potrà continuare.

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