UBP: Fed e Tesoro potrebbero collaborare per ridurre il debito USA

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A cura di Michaël Lok, Group CIO and Co-CEO Asset Management, UBP

La Fed dovrebbe mantenere invariati i tassi d'interesse per un periodo prolungato.

Warsh eredita un comitato in cui tre membri stavano già spingendo per abbandonare l'orientamento accomodante della politica monetaria prima ancora del suo arrivo, il che rende la formulazione del comunicato del meeting di giugno un indicatore più importante della decisione stessa di mantenere invariati i tassi. La sua dichiarata preferenza per una comunicazione meno frequente riduce inoltre il livello di forward guidance a cui i mercati si erano progressivamente abituati.

Inoltre, con i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni che hanno raggiunto il 4,7% a maggio, il costo del servizio del debito USA e il deficit continuano ad aumentare. Vale la pena ricordare che, prima del 1989, quando il costo del debito del Tesoro USA superava il PIL nominale — come suggeriscono le previsioni di consenso per il 2027 — analoghi eccessi fiscali e un'inflazione elevata generarono problemi di sostenibilità del debito.

Questi episodi portarono al cosiddetto “Nixon Shock” del 1971, quando gli Stati Uniti posero fine alla convertibilità del dollaro in oro, all’emissione nel 1978-1979 di debito sovrano statunitense denominato in marchi tedeschi e franchi svizzeri, e agli Accordi del Plaza del 1985. Più recentemente, una sfida analoga ha colpito l’Europa meridionale nel 2011, rendendo necessario un intervento deciso della BCE.

Pertanto, nel 2025 la Fed ha iniziato ad adottare misure per intervenire in modo più discreto sui mercati obbligazionari e contenere l'aumento dei rendimenti. Questo processo è iniziato con la ripresa del ciclo di riduzione dei tassi d'interesse ad agosto, seguita dalla conclusione del quantitative tightening, da una modifica delle normative bancarie relative al coefficiente di leva finanziaria supplementare (SLR) e dall'acquisto diretto di titoli del Tesoro statunitense a breve scadenza nel dicembre 2025.

Guardando al futuro, con l'inflazione che rimane elevata, non è chiaro se un nuovo ciclo di riduzione dei tassi possa essere nuovamente utilizzato nel caso in cui i rendimenti continuassero a salire. Inoltre, poiché i membri nominati da Trump occupano soltanto tre dei sette seggi del Consiglio dei Governatori della Federal Reserve System, ulteriori deregolamentazioni bancarie o un ritorno al quantitative easing da parte della banca centrale appaiono improbabili in assenza di una crisi più grave.

Si potrebbe, quindi, rendere necessario un approccio più coordinato tra la Fed e il Dipartimento del Tesoro. Ampliando il programma di riacquisto del debito pubblico già adottato con successo dal Tesoro, una collaborazione tra Fed e Tesoro potrebbe replicare l'Operation Twist, utilizzata con successo nel 1961.

Per gli investitori, il quadro globale del debito e del deficit suggerisce che i picchi periodici di volatilità nel mercato obbligazionario dovrebbero continuare a caratterizzare il panorama degli investimenti. Tuttavia, come osservato negli ultimi anni nel Regno Unito e in Giappone, qualora la volatilità dei titoli di Stato statunitensi dovesse tornare a manifestarsi e dovessero riemergere disfunzioni di mercato, ci si dovrebbe aspettare che un’azione coordinata tra la Fed e il Tesoro contribuisca ad attenuare – sebbene probabilmente non a invertire – l’andamento dei rendimenti.

 

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