Robeco: I mercati emergenti in pole position nella corsa alle risorse

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A cura di Jan de Bruijn, Client Portfolio Manager di Robeco

 

Poiché le principali materie prime per le infrastrutture di IA e le energie rinnovabili si trovano prevalentemente nelle economie emergenti dell’America Latina, dell’Africa e dell’Asia-Pacifico, riteniamo che gli investitori nei mercati emergenti possano trarre grande vantaggio dalla corsa globale alle risorse necessarie.

I mercati emergenti hanno assunto posizioni di leadership nelle tecnologie chiave che supportano lo sviluppo dell’IA, come la produzione di semiconduttori (si veda la figura 1a), nello sviluppo e nella produzione di tecnologie per le energie rinnovabili come i pannelli solari (si veda la figura 1b).

 

 

Entrambi questi settori stanno attirando enormi quantità di spese in conto capitale sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti.

 

I due settori sono, inoltre, indissolubilmente legati: la rivoluzione dell’IA contribuisce all’aumento della domanda di elettricità, che, a sua volta, accresce la domanda di fonti di generazione di energia, siano esse fossili, nucleari o rinnovabili. L’improvviso balzo dei prezzi del petrolio e del GNL, innescato dalla guerra in Iran nel marzo 2026, ha inoltre messo in luce la fragilità delle catene di fornitura dei combustibili fossili e, con ogni probabilità, accelererà ulteriormente gli investimenti globali nelle rinnovabili, nell’elettrificazione e nell’efficienza energetica.


Inoltre, entrambe le tendenze si basano in larga misura sugli stessi input minerari per consentire la costruzione delle infrastrutture (si veda la tabella 1), il che determina un aumento della domanda di questi materiali specifici.

 

Di questi minerali chiave, fondamentali sia per l’IA che per la transizione energetica, una porzione significativa delle riserve economicamente sfruttabili e della produzione è concentrata nelle economie emergenti.

Ad esempio, il Sudafrica resta la fonte globale più affidabile di MGP. Cile, Zambia, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo (RDC) forniscono la quota restante del rame globale, mentre la Cina domina nell’estrazione delle terre rare e soprattutto nelle relative fasi di lavorazione. L’Indonesia è anche il principale fornitore di nichel, mentre la RDC è leader nell’estrazione del cobalto. Il maggiore produttore mondiale di litio è un mercato sviluppato (l’Australia); ciononostante, il resto è prodotto in Cile, Argentina, Cina e in vari paesi africani.

La localizzazione di questi minerali ha assunto un rilievo particolare alla luce delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina: le relazioni commerciali stanno peggiorando e le due potenze globali hanno creato sistemi tecnologici e complessi militari industriali rivali. In particolare, la Cina ha costruito una posizione dominante nella lavorazione dei metalli e delle terre rare, superando per competitività i settori siderurgici e di fusione negli Stati Uniti e in Europa, rendendo questi da sé dipendenti per l’approvvigionamento di una quota rilevante dell’offerta raffinata di molti input industriali chiave. Ciò ha portato gli Stati Uniti a classificare la propria catena di approvvigionamento di minerali come priorità in ambito di politica per la sicurezza nazionale,1 anziché come una questione da lasciare esclusivamente alle forze di mercato.

A nostro avviso, questo nuovo contesto tende a valorizzare ulteriormente l’abbondante dotazione mineraria dei mercati emergenti e conferisce alle economie emergenti un maggiore potere di negoziazione per catturare valore.

 

Nota in calce

1 New Executive Order Ties U.S. Critical Minerals Security to Global Partnerships - Center for Strategic & International Studies – 15 gennaio 2026

 

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