Dopo una prima parte dell'anno complessivamente costruttiva e un mese di giugno ancora positivo per tutti i profili, luglio segna un cambio di passo. Nel corso del mese i portafogli modello hanno registrato performance negative in termini assoluti, in un contesto in cui anche i benchmark di riferimento hanno chiuso in territorio negativo per tutti i profili di rischio. La debolezza è apparsa più marcata sulla componente obbligazionaria: i benchmark standard più orientati al reddito fisso hanno infatti evidenziato le flessioni più ampie, a segnalare come la fase di correzione abbia interessato in misura maggiore il mondo dei bond. In questo quadro, il valore aggiunto della gestione attiva si è espresso in modo più selettivo rispetto ai mesi precedenti, premiando in particolare i profili più difensivi.
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Marco Aurelio (50/50) |
Giulio Cesare (70/30) |
Ottaviano Augusto (50/50 ESG) |
Fabio Massimo (30/70) |
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PFM Portafoglio |
-1,48% |
-1,52% |
-1,43% |
-0,95% |
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PFM Benchmark |
-0,96% |
-0,81% |
-0,96% |
-1,10% |
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Allocation |
-0,40% |
-0,64% |
-0,69% |
-0,33% |
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Selection |
-0,13% |
-0,06% |
0,22% |
0,48% |
Figura 1: dati mese di luglio
Il portafoglio Giulio Cesare (70/30), il profilo più aggressivo e maggiormente esposto alla componente azionaria, ha registrato la performance assoluta più negativa del mese (-1,52%), a fronte di un benchmark che ha contenuto la flessione allo -0,81%. Ne deriva una sottoperformance di circa 0,71 punti percentuali, la più ampia tra i quattro portafogli. Il risultato è stato penalizzato soprattutto dall'allocation (-0,64%), mentre la selection si è mantenuta sostanzialmente neutrale, con un contributo solo marginalmente negativo (-0,06%): un'inversione rispetto ai mesi precedenti, quando proprio la selezione degli strumenti era stata il principale motore della sovraperformance.
Anche il portafoglio Marco Aurelio (50/50), caratterizzato da una politica di investimento bilanciata tra componente azionaria e obbligazionaria, ha chiuso il mese in territorio negativo (-1,48%), al di sotto del benchmark (-0,96%), con una sottoperformance di circa 0,52 punti percentuali. In questo caso entrambe le determinanti hanno inciso negativamente, seppur in misura contenuta: l'allocation (-0,40%) ha rappresentato il fattore principale, accompagnata da una selection lievemente negativa (-0,13%).
Il portafoglio Ottaviano Augusto (50/50 ESG) ha registrato un rendimento del -1,43%, a fronte di un benchmark del -0,96%, con una sottoperformance di circa 0,47 punti percentuali. Il dato più significativo riguarda però la selection, tornata nettamente positiva (+0,22%): la selezione degli strumenti sostenibili ha quindi generato valore anche in una fase di mercato avversa, mentre l'intera sottoperformance è ascrivibile all'allocation, che con un -0,69% rappresenta il contributo più penalizzante tra tutti i portafogli.
Infine, il portafoglio Fabio Massimo (30/70), con una strategia più prudente e maggiormente orientata alla componente obbligazionaria, è stato l'unico a battere il proprio benchmark. La flessione, pari al -0,95%, è risultata infatti più contenuta rispetto a quella dell'indice di riferimento (-1,10%), traducendosi in una sovraperformance di circa 0,15 punti percentuali. Il merito è della selection, che con un +0,48% ha rappresentato il contributo più elevato del mese e ha ampiamente compensato l'impatto negativo dell'allocation (-0,33%). Il profilo più difensivo si è così dimostrato particolarmente efficace nell'attutire la correzione, confermando il valore del picking anche sui comparti a minor rischio.

Figura 2: performance dei fondi in portafoglio YTD
Nonostante la battuta d'arresto di luglio, il percorso da inizio anno resta ampiamente positivo per tutti i portafogli. In ottica YTD, il Giulio Cesare mantiene la testa della classifica con un +13,36%, seguito dal Marco Aurelio (+10,10%). È interessante notare come il Fabio Massimo, grazie alla sua maggiore tenuta nelle fasi di correzione, abbia ora superato l'Ottaviano Augusto ESG, attestandosi al +6,75% contro il +6,23% del comparto sostenibile: un sorpasso che testimonia il valore di un'impostazione prudente in un contesto di mercato meno direzionale.