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MERCATI OBBLIGAZIONARI


I titoli di Stato a lungo termine proseguono il loro tentativo di recupero dopo le ampie perdite dei mesi scorsi e la scorsa settimana il TBond ha esteso il rimbalzo sino ai 108 punti (dal minimo di 101 di inizio ottobre): il rendimento del decennale è sceso al 4,92%.
I dati macro non sono stati particolarmente positivi per il mercato dei Treasurys, ma è stata d'aiuto una maggiore avversione al rischio a seguito della discesa di Wall Street.  La prima stima della crescita del PIL americano del terzo trimestre è stata superiore alle attese al 3,4% (tasso annualizzato rispetto al trimestre precedente) dal 2,2% del secondo trimestre, grazie alla componente degli investimenti in IA, mentre il dato sui prezzi contenuto nel report sui redditi e i consumi di settembre è uscito in linea con le attese al 3,6% tendenziale per l'indice globale e al 3,1% per l'indice Core (grafico in basso).  

 

I movimenti di questo secondo indice sono piuttosto fermi ormai da mesi e non mostrano una particolare accelerazione delle pressioni inflazionistiche.
Pressioni inflazionistiche che invece appaiono più marcate in Europa con la prima stima dell'inflazione in Italia al 5,4% e al 3,4% in Francia, aumenti causati dalla forte crescita dei costi energetici.  Negativi poi i primi dati della crescita del PIL nell'area Euro nel terzo trimestre, vicini allo zero per i principali Paesi.
Nel corso della settimana sono scesi i rendimenti dei decennali italaini e tedeschi, mentre rimangono elevati quelli francesi (grafico in basso).

 

 


Dal fronte macro la prossima settimana avremo lunedì  l'indice ISM manifatturiero di ottobre dagli USA e mercoledì quello dei servizi, ma l'attenzione sarà soprattutto puntata sul dato di venerdì della disoccupazione americana di ottobre, con 63 mila nuovi posti di lavoro attesi dagli analisti.
Nel corso della settimana è poi atteso un rialzo di un quarto di punto dei tassi in Australia e Gran Bretagna.

 

MERCATI AZIONARI

 

 

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