Outlook settimanale

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MERCATI OBBLIGAZIONARI

La scorsa settimana l’attenzione dei mercati obbligazionari era puntata sul dato di venerdì della disoccupazione USA di luglio, e non sono mancate le sorprese: i datori di lavoro hanno inaspettatamente tagliato 23.000 posti di lavoro, in larga parte a causa della riduzione di 50 mila unità dei dipendenti pubblici, mentre i dati sull’occupazione di maggio e giugno sono stati rivisti al ribasso per un totale complessivo di 103.000 posti. Questo segnale di indebolimento del mercato del lavoro ha ridotto la pressione immediata sulla Federal Reserve per un aumento dei tassi di interesse.

Il rendimento dei Treasury decennali è sceso al 4,66% (grafico in basso), una discesa però molto modesta rispetto al giorno precedente: segnala lo scarso interesse degli investitori per i titoli a lungo termine, forse legato al fatto che il debito pubblico statunitense ha raggiunto i 40 trilioni di dollari garantendo un'offerta abbondante di titoli ancora a lungo.

 

In discesa di 10 centesimi i rendimenti dei decennali europei, con quello del BTP a 3,91% e quello del Bund a 3,13%.

Per quanto riguarda la prossima settimana martedì avremo il dato statunitense delle vendite di case per il mese di luglio, mentre  mercoledì è attesa la stima finale dell’inflazione in Germania e Italia oltre quella per gli USA di luglio, quest'ultima attesa in leggera flessione al 3,4%.  Giovedì avremo poi i prezzi alla produzione statunitensi e venerdì le vendite al dettaglio, sempre per il mese di luglio.

 

MERCATI AZIONARI

La prima settimana di luglio è  stata positiva per i mercati azionari con lo Stoxx600 europeo che ha guadagnato l’1,70% e il FTSE MIB il 2,98%.  A Wall Street l’SP500 è salito del 3,58% facendo segnare un nuovo massimo storico e il Nasdaq 100 del 5,12% (grafico in basso).

 

 

Con quasi il 90% delle società dell’S&P 500 che ha già pubblicato i propri risultati, la crescita complessiva degli utili si attesta intorno al 50%, il livello più elevato dal 2021, e questo spiega il trend positivo degli indici e l’euforia speculativa degli investitori, nonostante il rialzo dei rendimenti obbligazionari e le valutazioni molto elevate.

Sul mercato americano prosegue l‘aumento degli acquisti retail a margine e degli ETF a leva, e questo renderà la prossima correzione piuttosto ampia, ma al momento mancano segnali di inversione del trend, e anche l’indice Nasdaq 100 ha recuperato il primo supporto rotto al ribasso il mese scorso.  NVIDIA ha guadagnato il 12% nel corso della settimana.

Il fatto che il Nasdaq 100 stia sottoperformando e rimanga sotto i massimi del mese scorso  è un segnale di rotazione settoriale e al momento non è sufficiente  per giustificare aspettative di inversione del trend rialzista principale.

Da notare poi il +10% dell’argento e il +7,2% dell’oro: il settore dei titoli minerari è certamente da considerare.

 

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