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MERCATI OBBLIGAZIONARI


La settimana terminata giovedì per la festività dell'Indipendence Day ha visto i rendimenti obbligazionari salire leggermente nonostante il petrolio in ulteriore ribasso e il dato sull'occcupazione USA di giugno più debole del previsto.
Il rapporto è risultato più debole delle attese: i nonfarm payrolls (occupati nei settori non agricoli) sono aumentati di 57.000 unità, al di sotto del consenso di 110.000 e in calo rispetto alle 172.000 del mese precedente, sebbene il dato di maggio sia stato rivisto al ribasso a 129.000. Anche il dato di aprile è stato corretto verso il basso di 31.000 unità, a 148.000, portando la revisione netta complessiva degli ultimi due mesi a -74.000, un netto peggioramento rispetto alle revisioni positive per +93.000 registrate nel rapporto precedente.
Prima della pubblicazione del dato, molti analisti si aspettavano che la Coppa del Mondo FIFA continuasse a sostenere l'occupazione, con alcune banche d'investimento che stimavano un contributo di circa 40.000 nuovi posti di lavoro. Invece, l'occupazione nel settore del tempo libero e dell'ospitalità è diminuita di 61.000 unità a giugno, riflettendo assunzioni stagionali più deboli del normale e annullando in larga parte l'insolitamente forte aumento di 70.000 unità registrato a maggio. 
L'occupazione nel settore privato è aumentata di appena 49.000 unità, al di sotto del consenso di 115.000 e delle 120.000 del mese precedente, mentre l'occupazione nel settore pubblico è cresciuta di 8.000 unità, dopo l'incremento di 52.000 registrato a maggio.
Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% dal 4,3%, ma il miglioramento è stato dovuto principalmente alla diminuzione del tasso di partecipazione alla forza lavoro, sceso al 61,5% dal 61,8%. Ciò suggerisce che il calo della disoccupazione sovrastimi la reale solidità del mercato del lavoro. La crescita dei salari è risultata in linea con le attese: la retribuzione oraria media è aumentata dello 0,3% su base mensile e del 3,5% su base annua.
Il rendimento del Treasury decennale ha chiuso la settimana al 4,49% (grafico in basso) e prosegue nella sua fase laterale ormai da mesi, quello del Bund al 2,93% e quello del BPT decennale al 3,72%.


La prossima settimana l'attenzione è puntata lunedì sull'indice ISM americano della congiuntura di giugno del settore dei servizi, atteso in flessione.


MERCATI AZIONARI


La prima settimana di luglio è stata positiva per i mercati azionari, con nuovi massimi per gli indici europei, mentre Wall Street ha recuperato le perdite della settimana precedente.
L'indice SP500 ha chiuso la settimana a 7483 punti (grafico in basso), e per il momento continua  a rispettare il primo importante supporto a quota 7230  punti.

 


La discesa dei prezzi petroliferi proseguita nei giorni scorsi ha sostenuto i mercati, anche se la correlazione è poco affidabile, e nemmeno i rendimenti obbligazionari elevati sembrano al momento rallentare il tono positivo dei mercati.
Un  segnale negativo da valutare è la debolezza dei sette magnifici titoli tecnologici USA, e una ulteriore correzione di questi titoli avrebbe ovviamente un impatto negativo sugli indici.

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