Outlook settimanale

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MERCATI OBBLIGAZIONARI

La ridiscesa dei prezzi petroliferi ha sostenuto i mercati dei titoli di Stato nel corso delle ultime due settimane, con rialzi di tre punti percentuali dei titoli a 30 anni in Europa e negli USA: il rendimento del Treasury decennale ha chiuso il mese di maggio al 4,45% (grafico in basso), quello del Bund al 2,93% e quello del BTP decennale al 3,67%.

 

 

Lo scenario macro di riferimento rimane quello di un peggioramento dell’indice della fiducia dei consumatori, soprattutto negli Stati Uniti, e prezzi al consumo in progressivo aumento, e i mercati rimangono dibattuti tra questi due fattori contrastanti.

Negli USA il 28 maggio sono stati annunciati i dati di aprile dell’indice dei prezzi PCE utilizzato per deflazionare la spesa dei consumatori e l’aumento dell’indice Core che esclude energia a alimentari e stato del 3,3% mentre quello generale del 3,8% (grafico in basso). Al momento gli aumenti non sono drammatici, ma sono dati solo per il mese di aprile.

In Europa le pressioni inflazionistiche sono un po’ più modeste, con il CPI dell’area Euro al 3,0% in aprile e solo a +2,2% per l’indice Core, ma martedì è attesa la prima stima per maggio e la variazione tendenziale dei due indici è prevista in aumento a 3,3% e 2,4% rispettivamente.

L’attenzione degli investitori la prossima settimana sarà focalizzata sul dato di venerdì della disoccupazione americana di maggio, con gli analisti che si attendono 95 mila nuovi occupati, ma lunedì avremo anche i risultati  dei survey della congiuntura del settore manifatturiero in Europa e negli USA per il mese di maggio, e mercoledì quelli del settore dei servizi.

 

MERCATI AZIONARI

Anche la scorsa settimana è stata contraddistinta da un rialzo degli indici americani grazie ancora al settore dei semiconduttori: l’indice SOX ha aperto la settimana on rialzo per poi consolidare sui massimi (grafico settimanale in basso) nonostante NVDIA abbia perso terreno nel corso della settimana chiudendo venerdì a 211 dollari.

 

 

Gli indici europei hanno chiuso a loro volta in territorio positivo, ma il DAX e il CAC francese rimangono sotto ai massimi di inizio anno: più brillante il FTSE Mib italiano che ha superato quota 50 mila punti.

Samsung continua a spingere al rialzo Seul con il Kospi che ha guadagnato l’8% nel corso della settimana mentre il Nikkei giapponese ha chiuso a +4,72%.

Il rialzo di Wall Street continua ad essere concentrato in pochi titoli e in tutte e quattro le sedute della scorsa settimana è stato maggiore il numero dei titoli dell’SP500 che hanno chiuso in ribasso rispetto a quelli che hanno chiuso in territorio positivo: venerdì è stata la giornata peggiore a -109 titoli.

Nonostante il rialzo dei rendimenti obbligazionari i mercati azionari rimangono orientati positivamente, ma il rapporto rischio/rendimento appare sfavorevole.  Una ridiscesa dell’indice SP500 sotto al supporto situato a 7230 punti sarebbe un segnale significativo dell’inizio di una fase di correzione di medio termine e giustificherebbe la riduzione dell’esposizione sui mercati azionari.

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