MERCATI OBBLIGAZIONARI
Le notizie dal Medio Oriente a i dati macro non sembrano aver alcun impatto sui mercati obbligazionari, che rimangono da mesi all'interno di una fase laterale senza trend: il rendimento del Treasury decennale ha chiuso la settimana al 4,36% dal 4,38% del venerdì precedente (grafico in basso). Quello del Bund ha chiuso al 3,0% e quello del BTP decennale in discesa al 3,73%.

La discesa dei prezzi petroliferi a metà settimana ha sostenuto marginalmente i mercati obbligazionari, ma solo temporaneamente, e in chiusura di settimana i dati macro americani potevano spingere i rendimenti in qualsiasi direzione: secondo l'Università del Michigan l'indice della fiducia dei consumatori è sceso ulteriormente in maggio sui minimi degli ultimi 20 anni (grafico in basso), ma il dato della disoccupazione di aprile è stato migliore del previsto: l’economia statunitense ha aggiunto 115 mila posti di lavoro ad aprile, al di sopra delle previsioni di 73 mila ma al di sotto degli elevati 178 mila di marzo, successivamente rivisti al rialzo a 185 mila.

Gli aumenti occupazionali si sono registrati nei settori della sanità, dei trasporti e magazzinaggio, e del commercio al dettaglio. L’occupazione nel governo federale ha continuato invece a diminuire. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,3%, in linea con le aspettative. Il tasso di partecipazione è sceso leggermente al 61,8% dal 61,9. Per quanto riguarda i salari, le retribuzioni sono aumentate dello 0,2%, al di sotto delle previsioni dello 0,3%, mantenendo comunque il ritmo registrato a marzo. Tuttavia, il tasso annuo (Y/Y) è accelerato al 3,6% dal 3,5%.
MERCATI AZIONARI
Prosegue il rialzo del settore dei semiconduttori e la scorsa settimana l'indice azionario di Seul ha guadagnato il 13,63% grazie a Samsung mentre il Nasdaq 100 è salito del 5,5% grazie al rally dell'indice Sox dei semiconduttori (grafico in basso).

Tokyo ha guadagnato il 5,38% mentre gli indici europei hanno chiuso poco mossi. In ribasso il greggio a il settore delle utilities con l'SP Utilities a -3,97%.
A Wall Street prosegue la divergenza tra i tecnologici e il Dow Jones (grafico in basso).

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni? Molteplici segnali giustificano una maggiore prudenza nell'esposizione ai mercati azionari, ma soprattutto ai titoli tecnologici.
I tecnologici hanno superato il picco del 1999 in termini di peso all'interno dell'indice SP500, l'esposizione rialzista degli Hedge Funds è a livelli record. I Portfolio managers sono all-in con livelli minimi di cash, mentre le Top 10 dell'SP00 rappresentano il 40% dell'indice.
Per gli amanti delle statistiche è poi da segnalare che il dividend yield dell'indice SP500 ha toccato il minimo degli ultimi 145 anni all'1,07%.
Questo non significa che il mercato azionario è destinato a correggere nell'immediato futuro in quanto l'euforia rialzista può proseguire all'infinito, ed è quindi consigliabile attendere la rottura dei primi supporti per giustificare aspettative di fine del trend rialzista: per l'SP500 è da monitorare l'area 7005-4047 (grafico in basso) in quanto se l'indice rimane sopra tale livello non ci sono motivi per attenerci l'inizio di un trend ribassista significativo.
