MERCATI OBBLIGAZIONARI
L'ampio rialzo dei mercati azionari ha coinvolto solo marginalmente quelli obbligazionari, che non sembrano reagire alla correzione dei prezzi petroliferi in chiusura di settimana.
Il rendimento del Treasury decennale ha chiuso la settimana a 4,24% dal 4,32% del venerdì precedente (grafico in basso) e rimane all'interno di una trading range ridotta ormai da mesi. Quello del Bund ha chiuso a 2,96% e quello del BTP decennale al 3,68% dal 3,85% dell venerdì precedente.

Con notizie provenienti dal Medio Oriente in continua evoluzione, ma che sembrano non influenzare i mercati obbligazionari è difficile attendersi movimenti significativi nei prossimi giorni, anche però è dati macro sono pochi e di secondaria importanza: martedì avremo dagli USA le vendite al dettaglio di marzo e giovedì il risultato del survey dell'S&P Global sulla congiuntura di aprile.
MERCATI AZIONARI
E' proseguito anche la scorsa settimana il rally dei mercati azionari sulle aspettatave di una conslusione del conflitto in Medio Oriente e il rialzo dal minimo di fine marzo è stato tra i più ampi della storia. Secondo il Wall Street Journal la capitalizzazione dei principali sette titoli tecnologici è aumentata di 2,5 trilioni di dollari in otto sedute. Notevole il rally dei titoli del settore dei semiconduttori.
Le trimestrali del settore bancario sono state migliori del previsto e anche quella di Netflix ha fatto segnare utili raddoppiati, ma il titolo ha perso l'8% sulla notizia del ritiro del fondatore Reed Hasting.
La prossima settimana sono attese le trimestrali di GE Airspace e United Health martedì, Tesla e IBM mercoledì, Intel e Nestlè giovedì e Procter & Gamble venerdì.
L'indice SP500 ha fatto segnare un nuovo massimo storico a 7125 venerdì (grafico in basso) , ma è in una posizione tecnicamente fragile ed è da attendersi una correzione nel corso della prossima settimana: i movimenti parabolici tendono a finire male, com abbiamo visto a inizio anno con i metalli preziosi.
