La settimana è stata intensa per i mercati finanziari, con i prezzi petroliferi in rialzo di 25 dollari al barile dopo l'attacco all'Iran e la sorpresa del dato di venerdì sulla disoccupazione USA di febbraio, cui si sono aggiunti preoccupanti segnali di difficoltà del settore del Private Debt.
MERCATI OBBLIGAZIONARI
Nel complesso, il report sulla disoccupazione è stato debole e solleva dubbi sul fatto che il mercato del lavoro si sia davvero stabilizzato. Dopo un forte dato sull’occupazione a gennaio (+126mila, rivisto da 130mila), l’economia ha perso 92mila posti di lavoro a febbraio, molto al di sotto delle previsioni di +59mila. Le revisioni nette dei due mesi sono state pari a -69mila, concentrate in gran parte su dicembre (-65mila), portando i payroll di dicembre a -17mila. La crescita dell’occupazione di gennaio è rimasta solida a 126mila (inizialmente 130mila), ma le revisioni collocano l’inizio dell’anno su una base occupazionale più bassa, con gran parte della forza di gennaio che svanisce nella prima lettura di febbraio.
Per quanto riguarda le perdite di posti di lavoro di questo mese, l’occupazione nel settore sanitario è diminuita di 28mila unità, riflettendo attività di sciopero dopo un aumento di 77mila a gennaio. L’occupazione nel settore dell’informazione e nel governo federale ha continuato a diminuire, con -11mila nell’informazione e -10mila nel governo federale. Il tasso di disoccupazione è salito al 4,4% dal 4,3%, contro aspettative di un altro dato al 4,3%, portandosi in linea con la proiezione mediana della Federal Reserve per il 2026, che verrà aggiornata il 18 marzo. Nel frattempo, i salari sono risultati dello 0,1% sopra le attese, a +0,4% su base mensile e +3,8% su base annua.
Le vendite al dettaglio sono scese dello 0,2% a gennaio (precedente 0,0%), anche se meno del calo atteso dello 0,3%, mentre l’indicatore al netto di carburanti e auto è salito dello 0,3% (atteso 0,0%, precedente 0,1%, rivisto da 0%) e quello al netto delle auto è rimasto invariato allo 0,0%, in linea con le aspettative. Il “retail control group” è aumentato dello 0,3%, leggermente sopra il consenso di Wall Street dello 0,2%, con il dato precedente rivisto a 0,0% da -0,1%.
Il rendimento del Treasury decennale ha chiuso la settimana in rialzo di 15 tick a 4,13% (grafico in basso) e gli analisti spiegano il movimento con i timori di un aumento dell'inflazione a causa del rally del greggio. Mercoledì è atteso il dato dell'inflazione USA di febbraio e le previsioni sono per un +0,2% mensile sia per l'indice globale sia per quello core.

Il rendimento del Bund è finito a 2,86% e quello del BTP decennale al 3,64%.
MERCATI AZIONARI
L'attacco militare all'Iran e il rally del prezzo del petrolio hanno indebolito i mercati azionari negli ultimi giorni, ma mentre si legge che hanno fatto “crollare” le Borse, in effetti l'indice S&P è solo lontano dai massimi storici del 3% (grafico in basso) e rimane sopra il primo supporto situato a quota 6720. La scorsa settimana sono state più ampie le perdite degli indici europei, che però avevano sovraperformato nei mesi precedenti.

A parte il rialzo del greggio e il dato debole dell'occupazione americana, il mercato azionario deve ora fare i conti con i segnali di pericolo che giungono dal mercato del Private Equity e del Private Debt: BlackRock ha bloccato i riscatti di un fondo di Private Debt da 26 miliardi di dollari, HPS Corporate Lending Fund, dopo che BlackStone e Blue Owl la scorsa settimana li avevano semplicemente limitati, ed è evidente il rischio di contagio: sia il settore bancario sia quello assicurativo sono esposti in modo significativo.
Da notare le vendite degli ultimi giorni sui titoli bancari, con JPMorgan, bellwether del settore, che è scesa sotto il minimo degli ultimi sei mesi (grafico in basso), dando un segnale da non sottovalutare.

Da notare come la volatilità di Wall Street dall'inizio dell'anno abbia raggiunto i minimi degli ultimi 100 anni (grafico in basso), mentre, in considerazione degli accadimenti delle ultime settimane, ci saremmo attesi un suo aumento: probabilmente è solo questione di tempo perché risalga in misura significativa. Per il momento prevale ancora la psicologia di acquistare le correzioni, soprattutto tra gli investitori retail.
