MERCATI OBBLIGAZIONARI
La scorsa settimana abbiamo assistito a un modesto aumento dei rendimenti a lungo termine, con quello del Treasury decennale al 4,23% (grafico in basso).
Il dato macroeconomico più importante della settimana è stato quello dell’inflazione USA di dicembre, risultata invariata al 2,7%, come previsto. Per quanto riguarda la produzione industriale statunitense, aumentata del 2% su base annua a dicembre, si è registrato un rallentamento rispetto al precedente 2,5% e un dato inferiore alle attese del 2,7%. La produzione manifatturiera è cresciuta del 2%, in accelerazione rispetto all’1,9% precedente e in linea con le previsioni. Su base mensile, la produzione manifatturiera è aumentata dello 0,2%, al di sopra della previsione di -0,2% e in rialzo rispetto al dato precedente, rivisto al ribasso, che indicava stabilità. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è salito al 76,3% dal 76,1%, superando la previsione del 76%.

Gli analisti spiegano il marginale aumento dei rendimenti con l’annuncio di Trump secondo cui il consigliere economico Hassett (direttore del NEC) non dovrebbe diventare Chairman della Fed, ridimensionando così le aspettative di riduzione dei tassi nel corso dell’anno. Resta tuttavia da dimostrare che una Fed più accomodante sia effettivamente positiva per il mercato obbligazionario statunitense.
La settimana entrante è contraddistinta dalla chiusura dei mercati americani lunedì 19 per il MLK Day; il dato più significativo è atteso giovedì, con la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo PCE core di dicembre, previsto in discesa dal 2,8% al 2,7%.
Da notare, infine, come i rendimenti europei si stiano avvicinando ai massimi degli ultimi mesi: quello del Bund ha chiuso la settimana al 2,82% (grafico in basso).

MERCATI AZIONARI
Prosegue il rialzo dei mercati europei con il Dax che ha toccato un nuovo massimo storico (grafico settimanale in basso), grazie alla rotazione dai titoli tecnologici a quelli Value, anche se i tecnologici americani non sembrano particolarmente deboli: NVIDIA ha chiuso la settimana a 186,2 dollari dai 184,86 del venerdì precedente.

Le trimestrali del settore bancario americano sembrano aver deluso gli investitori con JPMorgan che ha perso il 5% nel corso della settimana finendo a quota 312,47 dollari, ma pesano anche le dichiarazioni del Presidente Trump circa la possibilità di limitare al 10% i tassi di interesse sulle carte di credito, attualmente sopra quota 20%.
L'indice SP500 ha chiuso la settimana a 6940 punti, proseguendo la fase laterale che ormai dura da qualche mese (grafico in basso).
L'apertura di settimana è attesa in ribasso per i mercati azionario sulla notizia della possibilità che Trump imponga dei dazi del 10% sui paesi europei che invieranno truppe in Groenlandia, ma visto che regolarmente le decisioni sui dazi vengono riviste è probabile che l'attenzione degli investitori torni poi sul tema delle trimestrali che questa settimana sono attese in massa: martedì avremo quella di Netfllix e US Bancorp, mercoledì quella di J&J e giovedì quelle di GE, Procter&Gamble e Intel.
