MERCATI OBBLIGAZIONARI
Prosegue il movimento laterale senza trend dei mercati obbligazionari: il Treasury decennale ha chiuso la settimana a 4,18% dal 4,19% del venerdì precedente (grafico in basso) mentre quello del Bund è sceso al 2,83%: in leggera discesa anche quello del BTP decennale al 3,46%.

La scorsa settimana l'attenzione degli investitori era puntata sul dato di venerdì della disoccupazione USA di dicembre: il rapporto ha registrato la creazione di 50 mila posti di lavoro, al di sotto del consenso di 60 mila, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4% dal 4,5% di ottobre, dato che è stato rivisto al ribasso dal 4,6%, risultando inferiore alla previsione del 4,5%. Le revisioni nette degli ultimi due mesi sono state pari a -76.000, sebbene i dati di ottobre siano stati influenzati da forti perdite una tantum di posti di lavoro governativi. Nel 2025 l'economia americana ha creato 584 mila posti di lavoro (grafico in basso dal WSJ), dato pubblicato dalla Casa Bianca la sera prima della data di pubblicazione prevista da parte del Bureau of Labor Statistics.

Il rapporto ha fatto poco per modificare la narrativa della Fed e conferma in larga misura una pausa nella riunione di gennaio, poiché non mostra un forte deterioramento del mercato del lavoro e, con l’inflazione ancora sopra il target, offre alla Fed margine per mantenere i tassi invariati.
Per quanto riguarda i salari, la retribuzione oraria media è aumentata dello 0,3% su base mensile, in linea con le previsioni, ma in accelerazione rispetto allo 0,2% precedente (rivisto al rialzo dallo 0,1%). Su base annua, i salari sono cresciuti del 3,8%, in accelerazione rispetto al 3,5% precedente e al di sopra della previsione del 3,6%.
La prossima settimana martedì avremo dagli Stati Uniti il dato dell'inflazione di dicembre, e le previsioni sono per un aumento al 2,7% dal 2,6% di novembre dell'indice Core e un indice globale invariato al 2,7%. Lo stesso giorno sono attese le vendite di nuove case di ottobre. Mercoledì è in arrivo il dato delle vendite al dettaglio USA di novembre e giovedì la stima finale dell'inflazione nell'area euro di dicembre oltre ai risultati di survey sulla condizione del settore manifatturiero USA in gennaio.
I MERCATI AZIONARI
La prima settimana di gennaio ha visto sia gli indici europei che quelli americani superare i massimo dell'anno scorso con il Dax tedesco particolarmente positivo.
Da notare poi il +6,42% di Seul e il +3,18% del Nikkei giapponese.
L'indice SP500 ha chiuso la settimana a quota 6966 punti in rialzo dell'1,6%, nuovo massimo storico (grafico in basso), nonostante il minore interesse per i principali titoli tecnologici: NVIDIA ha chiuso la settimana più debole a 184,86 dollari e l'indice SP500 dei tecnologici è finito invariato mentre quello dei consumi discrezionali ha guadagnato il 5,77%.
Il Russell 2000 dei titoli a minore capitalizzazione ha guadagnato il 4,62% nel corso della settimana confermando la rotazione dai titoli tecnologici agli altri settori.
