Le ricerche della settimana

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PIMCO Cyclical Outlook: Crescita resiliente, rischi in aumento

Potenti cambiamenti geopolitici e tecnologici di lungo periodo orientano le prospettive economiche e d’investimento sull’orizzonte ciclico, con resilienza nello scenario di base e rischi accentuati attorno ad esso.

 

INVESCO: Tassi alti, utili forti, un equilibrio di valutazioni

a tenuta dei mercati azionari a fronte di tassi nominali elevati e volatili riflette, per gran parte, una delicata ricalibrazione al rialzo delle aspettative di crescita economica. Negli Stati Uniti, la resistenza dell'indice S&P 500 al consolidamento del Treasury decennale in area 5,30% è giustificata da un'espansione del tasso di crescita atteso degli utili che a 3 anni è prossima al 16% annuo.

 

UBS Quarterly Review

Gli attuali rendimenti obbligazionari appaiono elevati rispetto al decennio successivo alla crisi finanziaria globale, ma sono molto più vicini ai livelli storicamente osservati.  Una correlazione positiva tra azioni e obbligazioni non è insolita in un contesto in cui l'inflazione resta superiore al 3%, ma le obbligazioni dovrebbero continuare a rappresentare un'efficace copertura contro gli shock di crescita.

 

Swiss Life Asset Managers: Perspectives Economics

  • USA: Dati economici positivi e inflazione persistentemente elevata indicano la prospettiva di rialzi dei tassi di interesse.
  • Germania: Le aspettative migliorano nella maggior parte dei settori.
  • Francia: Gli incendi boschivi lasciano il segno sulla crescita del PIL e sui prezzi dei prodotti alimentari.
  • Svizzera: A un periodo record segue una crescita trimestrale negativa.
  • Regno Unito: Avvio positivo del terzo trimestre grazie agli investimenti nell'intelligenza artificiale.
  • Cina: La crescita dovrebbe consolidarsi verso la fine dell'anno, ma ciò comporta un aumento della domanda di petrolio.

 

Capital Group: Perché è opportuno ripensare l’esposizione core all’azionario USA

Le allocazioni all’azionario USA hanno spesso un ruolo centrale all’interno dei portafogli dei clienti. Offrono un’ampia esposizione al singolo mercato azionario più grande e più liquido al mondo, da tempo caratterizzato da stabilità, liquidità e politiche favorevoli agli azionisti. Essendo la singola esposizione più consistente in molti mix di asset e un fattore chiave sia per la crescita a lungo termine sia per il rischio complessivo del portafoglio, la modalità di implementazione di tale allocazione merita un’attenta riflessione.

 

 

COMGEST - IA, biotech e non solo: le opportunità nell’azionario europeo

I rendimenti dei titoli di Stato dei mercati sviluppati sono saliti nettamente a settembre per i timori sul disavanzo pubblico, la crescente competizione per i capitali e la solidità dell'economia USA. La guerra in Iran si è riacutizzata e il petrolio è salito, alimentando i timori di un'inflazione persistente e spingendo le banche centrali di Giappone, Eurozona e USA ad alzare i tassi di interesse a breve termine.

 

UBP – Oro, la correlazione con i tassi si allenta: perché può essere un’opportunità

Da quando la Federal Reserve statunitense ha aumentato i tassi di 25 punti base a settembre, l’oro ha registrato un leggero calo, attestandosi a livelli intorno ai 4.150 USD l’oncia. Il movimento al ribasso è stato piuttosto contenuto, considerando l’enorme aumento sia dei tassi di interesse nominali che di quelli reali, al netto dell’inflazione. I rendimenti dei titoli di Stato statunitensi a 10 anni hanno raggiunto massimi del 5,30%, mentre i rendimenti dei TIPS a 10 anni (un indicatore delle aspettative sui tassi di interesse reali) sono saliti a livelli appena inferiori al 3%. Normalmente, in tali circostanze ci aspetteremmo un calo significativo dell’oro. Il modesto calo suggerisce che la correlazione tra oro e tassi di interesse abbia continuato ad attenuarsi.

 

J. SAFRA SARASIN: Elezioni di metà mandato USA – Implicazioni per le azioni

Storicamente, le elezioni di metà mandato hanno avuto un impatto limitato sui mercati azionari. Semmai, la performance è stata frenata in parte dall’incertezza elevata prima del voto, per poi registrare solidi rialzi una volta eletto il nuovo Congresso. In media, negli ultimi 50 anni, nei 12 mesi precedenti le elezioni di metà mandato l’S&P 500 è salito di circa il 5%. A ciò è seguito tipicamente un rialzo del 13% nei 12 mesi successivi

 

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