La crescita economica globale sta subendo pressioni a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle continue controversie commerciali, ma un potente motore sta più che compensando questa situazione: la spesa per gli investimenti legati all’IA. Il boom dell'intelligenza artificiale è così massiccio che, anche se l'attività in tutti gli altri settori dovesse contrarsi, la crescita economica complessiva potrebbe rimanere in territorio positivo, specialmente negli Stati Uniti.
Nel medio termine, UBP mantiene una visione costruttiva sull'oro. I rendimenti reali dei TIPS decennali statunitensi hanno faticato a mantenersi stabilmente al di sopra del 2% e, una volta che l'inflazione inizierà a stabilizzarsi nel corso dell'anno, ci sarà spazio per un moderato calo delle aspettative sui tassi reali, a beneficio dell'oro. La ripresa della domanda da parte delle banche centrali rappresenta il principale rischio al rialzo per le nostre previsioni e UBP continua ad attenderci un aumento strutturale dell'esposizione all'oro da parte degli investitori retail.
Nel primo semestre dell’anno i mercati hanno beneficiato della forza delle grandi storie collettive, il secondo semestre potrebbe richiedere qualcosa di diverso. I portafogli restano mediamente molto esposti ai temi della tecnologia, dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, fenomeni che continuano a presentare solide prospettive di crescita. Eppure, la concentrazione degli investimenti aumenta la vulnerabilità a eventuali revisioni delle aspettative sugli utili, a cambiamenti normativi o a semplici prese di profitto. Quando una sola narrativa domina la scena, il rischio non è che sia sbagliata ma che diventi troppo affollata, le valutazioni incorporano aspettative sempre più elevate e resta poco spazio alle sorprese positive.
Il settore immobiliare si trova in una posizione favorevole in un contesto caratterizzato da elevata incertezza economica e geopolitica a livello globale, offrendo agli investitori l'opportunità di investire in asset con redditi inflation-linked a valori relativamente bassi, a seguito della forte correzione di mercato registrata negli ultimi anni.