Guerra, avversione al rischio e rialzo del petrolio hanno fornito un sostegno al dollaro, che appare tuttavia di natura più tattica che strutturale. Con l’attenuarsi delle tensioni geopolitiche, i fondamentali deboli, in particolare il saldo esterno e il quadro fiscale statunitense, potrebbero tornare a esercitare pressioni al ribasso.
La scorsa settimana, i dati sull’inflazione negli Stati Uniti hanno registrato un rialzo, mentre i dati sull’attività economica statunitense sono rimasti solidi. I titoli di Stato globali hanno subito sale off, guidate da un contesto macroeconomico più reflazionistico e da effetti di spillover provenienti dal Regno Unito e dal Giappone.
Con i prezzi dell'oro che negli ultimi tre anni hanno raggiunto livelli record, gli investitori hanno rivolto sempre più la loro attenzione a questa antica riserva di ricchezza. Cosa sta determinando questi rapidi aumenti, soprattutto in un momento in cui anche le azioni e le obbligazioni registrano risultati tendenzialmente positivi?
Il contesto attuale è caratterizzato da un elevato grado di incertezza, sia sul piano economico sia sui mercati azionari. In Svizzera, tuttavia, l’inflazione rimane relativamente sotto controllo, e questo rappresenta un importante punto di forza. Allo stesso tempo, la crescita organica resta solida.
Le ultime notizie dal Medio Oriente segnalano una tregua del conflitto e la possibile ripresa dei flussi di energia e merci attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, i temi senza tempo come diversificazione, difesa e disciplina restano fondamentali per le nostre analisi degli investimenti.
Immaginate che il 27 febbraio 2026 vi venga comunicato che sta per scoppiare una guerra in Medio Oriente che bloccherà di fatto lo Stretto di Hormuz, e che vi troviate nella posizione privilegiata non solo di esserne certi, ma anche di potervi preparare in anticipo. Di fronte a questa opportunità unica, la logica di investimento tradizionale imporrebbe di ridurre l'esposizione azionaria all'interno del vostro portafoglio e di aumentare gli strumenti di diversificazione classici, come i titoli di Stato.