Il 2026 si è aperto con un'elevata offerta di obbligazioni Investment Grade, accolta da una forte domanda degli investitori. Con gli spread ancora vicini ai minimi storici e l’appetito per il rendimento ancora evidente, questa settimana esploriamo le principali forze che stanno caratterizzando il mercato obbligazionario Investment Grade e gli scenari per i prossimi mesi.
FONDAMENTALI
A inizio 2026 le obbligazioni Investment Grade presentano basi solide, sostenute da metriche creditizie robuste e da bilanci societari sani. Le società statunitensi stanno privilegiando sempre più la spesa in conto capitale (Capex) e le operazioni di fusione e acquisizione (M&A), segno che l’economia sta andando verso una fase più espansiva e avanzata del ciclo. Tecnologia ed evoluzione dei data center stanno determinando la crescita degli investimenti, soprattutto nei comparti delle telecomunicazioni e dell’energia, con circa due terzi dei settori Investment Grade che hanno incrementato la spesa in conto capitale nell’ultimo anno. Il One Big Beautiful Bill Act (OBBBA) continua a sostenere la crescita degli investimenti, mentre le aziende affrontano attivamente le implicazioni dell’intelligenza artificiale (AI) sui loro modelli di business e sulla loro forza lavoro. Negli Stati Uniti gli utili continuano a evidenziare un andamento positivo, con una crescita nel terzo trimestre del 2025 del 4,5% su base annua (ultimi 12 mesi), mentre i ricavi sono aumentati del 3,3%. Sia i ricavi che l’EBITDA (utili al lordo di interessi, imposte e ammortamento) hanno registrato un’accelerazione in questo trimestre che si distingue come uno dei più remunerativi degli ultimi anni. Sebbene persistano pressioni sui margini nei settori chimico e dei beni di consumo, le previsioni degli analisti bottom-up per gli indicatori operativi sono migliorate, con aspettative di crescita progressiva di ricavi ed EBITDA man mano che l’impatto dei dazi viene assorbito dai mercati. Le società europee devono fare i conti con i dazi e con l’intensificarsi della concorrenza cinese, ma il disegno di legge approvato dalla Germania per lo sviluppo di infrastrutture e il piano di spesa per la difesa dell’Unione Europea sono di buon auspicio e offrono una prospettiva costruttiva. Le aziende del segmento dei beni strumentali, soprattutto quelle esposte alla crescita della tecnologia e dei data center statunitensi, sono destinate a beneficiare di tendenze strutturali.
VALUTAZIONI QUANTITATIVE
In tutti i segmenti del credito Investment Grade gli spread si mantengono in prossimità dei minimi pluridecennali e ci si aspetta che i rendimenti siano determinati prevalentemente dal carry anziché da forti variazioni del beta. Nonostante un inizio d’anno da record per l’offerta, il mercato ha assorbito le nuove emissioni con notevole facilità. L’offerta di obbligazioni Investment Grade statunitensi, sostenuta dai titoli finanziari, ha raggiunto circa 95 miliardi di Dollari la scorsa settimana, diventando così la quarta della storia in termini di volumi e la più copiosa dell’era post-Covid. Le richieste sono state il quadruplo rispetto alle disponibilità, con sconti minimi sulle nuove emissioni. Sulla scia di questa offerta, gli spread secondari si sono contratti, con quelli bancari in calo di 1-2 punti base (pb) e l’indice in calo di 1 pb nella prima settimana del 2026. La domanda, soprattutto quella rivolta agli attivi ad alto rendimento dei segmenti AT1 (Additional Tier 1) e titoli ibridi, supera di gran lunga l’offerta. La quota di debito scambiata con rendimento superiore al 6% è diminuita sensibilmente, rendendo le nuove emissioni molto ambite. I principali acquirenti del debito statunitense ad alto rendimento, soprattutto di quello a lungo termine, sono stati gli investitori esteri che hanno in tal modo sostenuto i fattori tecnici e consentito ai bilanci degli operatori finanziari di mantenersi solidi. Le curve del credito sono piatte in termini storici e potrebbero irripidirsi in caso di maggiore offerta a lungo termine da parte di emittenti esposti a investimenti in conto capitale e ad attività di fusione e acquisizione.
FATTORI TECNICI
Il quadro tecnico resta favorevole, anche se si è indebolito rispetto al trimestre precedente. Secondo alcune proiezioni, nel 2026 le emissioni lorde dovrebbero raggiungere livelli record: solo nei prossimi due anni gli hyperscaler potrebbero emettere titoli per un valore di 240 miliardi di Dollari, portando potenzialmente la loro quota al 6,6% del mercato Investment Grade statunitense. Sebbene quest’anno gli hyperscaler non si siano ancora rivolti al mercato, ci aspettiamo una cadenza semestrale e un maggiore coordinamento delle emissioni che dovrebbero contribuire a limitare un eccesso di offerta. Storicamente il mercato Investment Grade ha assorbito cicli di emissione intensi che hanno comportato un ampliamento degli spread, ma che spesso hanno offerto opportunità di acquisto. Negli Stati Uniti, gli acquirenti privati, quelli esteri e le assicurazioni sulla vita restano attivi e ci si aspetta che, con l’aumentare della divergenza tra le diverse politiche monetarie, i flussi si sposteranno sempre più verso gli investitori esteri: i tagli dei tassi negli Stati Uniti e l’aumento del costo del denaro in Giappone dovrebbero spingere i capitali verso il credito statunitense. Il quadro tecnico del segmento Investment Grade europeo è tuttora positivo, con flussi che continuano a essere trainati dai fondi di investimento. Nel 2026 ci aspettiamo un’offerta guidata da rifinanziamenti e indebitamento per finalità societarie generali, con emissioni sostenibili in calo. Un eventuale aumento delle emissioni europee legate alle attività di fusione e acquisizione potrebbe essere guidato perlopiù da Reverse Yankee (società statunitensi che collocano debito denominato in valute diverse dall’USD).

COSA SIGNIFICA PER GLI INVESTITORI OBBLIGAZIONARI?
Nella prima settimana del 2026 il segnale è stato chiaro: gli investitori sono in cerca di rendimento e preferiscono titoli che si collocano ai livelli inferiori della struttura del capitale. Continuiamo a privilegiare le obbligazioni con carry elevato, duration intermedia e settori con vento in poppa. Manteniamo una posizione sovrappesata sul settore bancario che offre redditività e presenta metriche creditizie solide e dove scorgiamo margini di costante miglioramento rispetto all’indice complessivo. Guardiamo con cautela ai settori chimico, dei beni di consumo primari, alimentari e bevande, dove gli spread non compensano pienamente i rischi di settore. Ci aspettiamo che nel corso dell’anno le obbligazioni Investment Grade continuino a essere remunerative e che, a margine, quelle statunitensi sovraperformino quelle europee. Ci aspettiamo risultati positivi generati dal carry e un mercato in grado di assorbire l’abbondante offerta, remunerando al contempo gli emittenti che offrono rendimenti interessanti.