J. SAFRA SARASIN: L’IA rimane il principale motore dei mercati finanziari

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I mercati azionari continuano a essere sostenuti da una forte crescita degli utili. Si registrano prese di profitto sugli investimenti nelle materie prime.

A cura di Philipp E. Bärtschi, CFA, Chief Investment Officer di J. Safra Sarasin

Prospettive macroeconomiche – Crescita resiliente degli Stati Uniti in un contesto di elevata inflazione

L’economia statunitense continua a mostrare un considerevole slancio. Gli investimenti legati all’IA rimangono un importante motore per il settore manifatturiero e per gli utili societari, mentre l’economia nel suo complesso sembra essere meno sensibile ai tassi di interesse di quanto si fosse precedentemente ipotizzato. I dati sull’inflazione di luglio hanno offerto un certo sollievo nel breve termine: l’indice generale dei prezzi al consumo e l’inflazione core sono leggermente diminuiti, mentre si è attenuata anche la pressione sui prezzi alla produzione. Tuttavia, l’inflazione rimane ben al di sopra dell’obiettivo della banca centrale. Nel suo discorso a Jackson Hole alla fine di agosto, il presidente della Fed Warsh ha ribadito che l’obiettivo della Fed è riportare l’inflazione al 2%. A seguito dei solidi dati sul mercato del lavoro di agosto, vi sono ora chiare indicazioni che un rialzo dei tassi potrebbe essere deciso già a settembre. Prevediamo che la Fed aumenti i tassi di interesse due volte entro la fine dell’anno, portandoli al 4,25%, e stimiamo una crescita del PIL statunitense del 2,2% nel 2026.

Le prospettive per l’area euro sono migliorate significativamente, con il PIL cresciuto dello 0,4% nel secondo trimestre. I sondaggi di agosto indicano un’attività resiliente, con la produzione che ha raggiunto il livello più alto degli ultimi quattro anni. Il leggero calo dei prezzi dell’energia, il forte stimolo fiscale in Germania e la ripresa degli ordini industriali ci hanno portato a rivedere al rialzo le nostre previsioni di crescita per l’area euro nel 2026, portandole all’1,0%. Tuttavia, l’inflazione rimane troppo elevata, motivo per cui prevediamo un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE. Anche l’economia svizzera ha acquistato slancio, come evidenziato dalla solida stima preliminare del PIL per il secondo trimestre. Inoltre, ad agosto l’inflazione è aumentata in modo sorprendentemente marcato. Ciononostante, prevediamo che la BNS possa non aumentare i tassi di interesse prima della fine del 2027. L’economia britannica si è dimostrata più resiliente del previsto, con una crescita del PIL dello 0,4% nel secondo trimestre, ma il mercato del lavoro sta mostrando segnali di rallentamento. Sebbene l’inflazione sia salita al 2,9% a luglio, la moderazione della crescita dei salari e la debolezza della domanda sottostante depongono contro ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte della Bank of England.

Il Giappone continua a beneficiare del sostegno fiscale, dell’aumento dei salari e di una domanda eccezionalmente forte, trainata dal ciclo globale di investimenti nell’IA. La crescita è stata più debole nel secondo trimestre, ma i dati più recenti suggeriscono che il rallentamento sia stato soltanto temporaneo. Non ci aspettiamo che gli interventi congiunti sui mercati valutari da parte di Stati Uniti e Giappone all’inizio di agosto abbiano un impatto duraturo sullo yen. La debolezza della valuta e l’aumento dei costi di importazione dovrebbero portare a un incremento dell’inflazione, rafforzando così le ragioni a favore di una più rapida normalizzazione della politica monetaria giapponese. In Cina, la crescita della produzione industriale e delle vendite al dettaglio ha rallentato, mentre gli investimenti rimangono deboli. Al contrario, le esportazioni, la produzione di semiconduttori e il comparto manifatturiero legato all’IA continuano a mostrare solidità. Continuiamo a prevedere una crescita del 4,5% nel 2026, poiché l’aumento degli stimoli e degli investimenti nelle infrastrutture dovrebbe sostenere una moderata ripresa nella seconda metà dell’anno. È probabile che la Banca Popolare Cinese mantenga invariati i tassi di riferimento.

Obbligazioni – È probabile un appiattimento della curva dei rendimenti statunitense

I rendimenti delle obbligazioni globali a lunga scadenza sono aumentati significativamente nel terzo trimestre, a causa di una combinazione di crescita più forte, persistenti pressioni sui prezzi e livelli elevati di debito pubblico. Il forte aumento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi a lunga scadenza ha spinto il Tesoro USA ad annunciare il raddoppio dei buyback di obbligazioni a lunga scadenza, portandoli ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione. Questa decisione rafforza la nostra aspettativa che, nelle nuove emissioni, si tenderà sempre più a privilegiare le scadenze più brevi, mentre i buyback di obbligazioni rimarranno probabilmente uno strumento importante a disposizione del Tesoro statunitense. È pertanto probabile che la pressione sui titoli di Stato a lunga scadenza si attenui, mentre la maggiore solidità dell’economia statunitense continua a indicare tassi ufficiali più elevati nel breve termine. La curva dei rendimenti statunitense dovrebbe quindi appiattirsi moderatamente nei prossimi mesi. Continuiamo a preferire le scadenze comprese tra cinque e sette anni, dove il carry e il roll-down risultano interessanti. Nel mercato del credito, gli spread rimangono storicamente contenuti e rafforzano la nostra preferenza per la qualità. Tuttavia, al momento non giustificano un sottopeso strutturale sulle obbligazioni corporate.

Azioni – I titoli ciclici e tecnologici tornano sotto i riflettori

Le azioni globali sono inizialmente salite ad agosto, poiché i solidi risultati societari hanno riacceso la fiducia nel settore dell’IA. I principali hyperscaler hanno sostanzialmente confermato, o addirittura rivisto al rialzo, le loro previsioni di investimento nell’IA, mentre il momentum degli utili si è esteso oltre il settore tecnologico statunitense, sostenendo così le azioni USA. Nel complesso, l’81% delle società dell’S&P 500 che hanno pubblicato i risultati ha superato le aspettative, rafforzando la fiducia nel ciclo degli utili. Tuttavia, l’aumento dei rendimenti obbligazionari ha innescato, verso la fine di agosto, una rotazione dai titoli growth a lunga duration verso altri segmenti del mercato. I titoli tecnologici e dei semiconduttori statunitensi sono stati messi sotto pressione, mentre il settore sanitario, le materie prime e alcuni titoli finanziari selezionati hanno mostrato una maggiore resilienza. Considerato l’ottimismo degli investitori e il conseguente posizionamento, nelle prossime settimane potrebbero verificarsi temporanee battute d’arresto. Tuttavia, prevediamo un aumento dei prezzi azionari in tutte le regioni entro la fine dell’anno. A livello regionale, preferiamo le azioni statunitensi, che sono quelle che possono beneficiare maggiormente del trend dell’IA. Il settore tecnologico è diventato significativamente più conveniente nelle ultime settimane e presenta ora valutazioni più interessanti di quanto non lo siano state da molto tempo.

Asset Allocation – Prese di profitto sulle materie prime

Sullo sfondo di indicatori macroeconomici positivi, solidi risultati societari e aspettative degli analisti in aumento, le azioni hanno continuato a salire. Manteniamo il nostro sovrappeso e lasciamo che i guadagni accumulati continuino a crescere. Abbiamo pertanto aumentato leggermente la nostra allocazione tattica alle azioni. Rimane invariata la nostra preferenza per le azioni dei mercati sviluppati rispetto a quelle dei mercati emergenti. L’allocazione alle obbligazioni rimane leggermente sottopesata. Nonostante l’aumento dei tassi di interesse a lungo termine, al momento non ravvisiamo motivi per incrementare l’esposizione obbligazionaria. Manteniamo una view positiva sulle obbligazioni high yield e dei mercati emergenti. Nell’ambito degli investimenti alternativi, le nostre posizioni in oro e materie prime hanno beneficiato degli eventi nel Golfo e dell’annuncio del Tesoro statunitense relativo all’aumento dei buyback di obbligazioni. Dopo il forte rally delle materie prime, procediamo ora a prendere profitto e riduciamo il loro peso a neutrale. Le materie prime continuano pertanto a rappresentare una componente importante di un portafoglio multi-asset e contribuiscono alla diversificazione.

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