Goldman Sachs ha ulteriormente rivisto al rialzo le stime sui prezzi energetici alla luce del perdurare del conflitto in Medio Oriente. In particolare, prevede ora che i flussi di spedizione attraverso lo Stretto di Hormuz restino limitati al 5% rispetto ai livelli normali per un periodo di sei settimane (rispetto alle tre settimane ipotizzate in precedenza).
In questo contesto, lo scenario incorpora una persistenza più prolungata di prezzi energetici elevati, con il Brent e il gas TTF attesi rispettivamente a 80 dollari al barile e 40 euro/MWh nel quarto trimestre del 2026 (rispetto ai precedenti 71 dollari e 34 euro/MWh). Il profilo dei rischi rimane orientato al rialzo; di conseguenza, riproponiamo scenari alternativi – avverso e severamente avverso – sui prezzi dell’energia.
Sul fronte macro, rivede al ribasso la crescita dell’area euro di ulteriori 0,3 punti percentuali nei prossimi dodici mesi. L’impatto cumulato sul livello del PIL al picco sale così allo 0,7% rispetto allo scenario pre-conflitto (dallo 0,4% precedente), mentre la crescita su base Q4/Q4 si attesta allo 0,7% (dall’1% stimato in precedenza e dall’1,4% pre-conflitto).