COMGEST: Mercati globali – difendersi nei periodi di stress di mercato con il Quality Growth

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A cura di Zak Smerczak, Analista & Gestore del fondo Comgest Growth Global

Il primo trimestre del 2026 è stato caratterizzato da due temi dominanti sui mercati azionari globali: la continua rotazione dai titoli tecnologici mega-cap statunitensi e l'irrompere di nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente. I mercati hanno continuato a mettere in discussione il rendimento delle ingenti spese in conto capitale degli hyperscaler dell'IA, penalizzando al contempo i presunti ritardatari sull'IA – in particolare i fornitori di tecnologia dell'informazione, software e dati. Ciò ha favorito i mercati non statunitensi, prolungando il trend di sovraperformance che aveva caratterizzato il 2025.

Sul fronte geopolitico, il conflitto tra l'Iran e le forze congiunte di Stati Uniti e Israele ha portato alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitano normalmente circa il 20% del greggio e del GNL globali. Di conseguenza, il Brent è balzato a livelli prossimi ai massimi degli ultimi 20 anni e i prezzi del gas naturale sono saliti bruscamente in Europa e in Asia. Le banche centrali hanno segnalato cautela su ulteriori tagli dei tassi, poiché lo shock energetico rischiava di vanificare i recenti progressi sull'inflazione, innescando un ampio sell-off sui mercati azionari. I titoli energetici e della difesa sono stati i chiari beneficiari. Nonostante questi venti contrari, il quadro macro di fondo è rimasto complessivamente favorevole: solidi utili aziendali nel quarto trimestre 2025, stimoli fiscali in Europa e Giappone, e aspettative di consenso che continuano a indicare una crescita degli utili a doppia cifra per il 2026.

Intuit, leader statunitense nel software per la dichiarazione dei redditi e la contabilità delle piccole imprese, ha risentito della generalizzata contrazione dei multipli dei titoli software, nonostante il business sottostante abbia consegnato risultati solidi – con ricavi in crescita di quasi il 20% su base annua nell'ultimo trimestre. Il mercato ha penalizzato in modo indiscriminato i presunti ritardatari sull'IA, e Intuit non ne è rimasta immune, nonostante i suoi profondi vantaggi competitivi sui dati, l'integrazione mission-critical nei flussi di lavoro e 40 anni di dati finanziari proprietari su oltre 100 milioni di clienti.

TSMC, la principale foundry mondiale di semiconduttori avanzati, ha continuato a beneficiare della sua posizione ineguagliabile al cuore della catena di fornitura dei semiconduttori per l'IA. La società ha riportato risultati record per l'intero anno 2025 e ha migliorato le sue previsioni a medio termine, portando la stima del CAGR dei ricavi da acceleratori IA fino al 2029 al range medio-alto del 50%, rispetto al precedente range medio del 40%, segnalando forte convinzione nella durabilità della domanda guidata dall'IA.

Johnson & Johnson, il principale gruppo farmaceutico e di tecnologia medica a livello mondiale, ha pubblicato solidi risultati per l'intero anno 2025 con prospettive incoraggianti per il 2026. Oltre al persistente slancio nei segmenti oncologia e immunologia, la società ha annunciato l'intenzione di scorporare il segmento ortopedico a crescita più lenta, compiendo un ulteriore passo verso un'organizzazione più snella e ad alta crescita. Il titolo ha beneficiato anche di una rotazione verso titoli difensivi di alta qualità, in un contesto di timori per la disruption guidata dall'IA nel settore software.

ASML, unico fornitore di apparecchiature per la litografia EUV indispensabili per la produzione dei semiconduttori più avanzati al mondo, ha pubblicato risultati eccellenti, con un portafoglio ordini quasi raddoppiato su base annua e ampiamente superiore alle aspettative di consenso.

L'attuale contesto – caratterizzato da prezzi energetici elevati, persistente incertezza geopolitica e una continua rivalutazione dei rendimenti degli investimenti in IA – mette alla prova la pazienza degli investitori e acuisce la volatilità di mercato. Le società orientate alla crescita di qualità, dotate di vantaggi competitivi durevoli, potere di determinazione dei prezzi e venti favorevoli di crescita strutturale, si sono storicamente dimostrate più resilienti nei periodi di stress di mercato rispetto alle controparti più cicliche. Rimaniamo fedeli al nostro disciplinato approccio d'investimento bottom-up e siamo fiduciosi che l'attuale volatilità, pur essendo scomoda nel breve termine, stia creando opportunità per rafforzare il portafoglio a valutazioni interessanti nel lungo periodo.

 

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