Capital Group: La prossima fase dell’America: più ampia, resiliente e duratura

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A cura di Anita Patel, Investment Director di Capital Group

Sarebbe difficile sopravvalutare quanto sia diventato complesso il contesto attuale. Le tensioni geopolitiche, l’evoluzione della politica commerciale e un ambiente politico imprevedibile hanno contribuito a un clima in cui l’incertezza appare come la normalità. Sebbene queste forze possano innescare bruschi movimenti nel breve termine, raramente sono state il fattore determinante nei risultati dell’azionario di lungo termine. Ciò che tende ad avere più importanza e che la storia ha ripetutamente confermato, è mantenere il focus sui fondamentali societari, la solidità degli utili e la qualità del business, persino quando i titoli suggeriscono diversamente.

Perché mantenere la rotta è ancora fondamentale - Tale distinzione risulta decisiva quando i mercati entrano in una fase di incertezza. Le fasi di discontinuità generano spesso un forte impulso a reagire, tuttavia la storia ha ripetutamente dimostrato che cercare di assecondare tali oscillazioni tende a essere più rischioso che restare investiti durante le stesse. In passato, i mercati hanno assorbito le guerre, gli shock politici, le crisi petrolifere, le pandemie e i cambiamenti nell’ordine globale e, nel tempo, la resilienza ha finito generalmente per prevalere.

Adottare una prospettiva a lungo termine significa restare ancorati alla diversificazione, alla disciplina delle valutazioni e rimanere focalizzati su aziende con utili resilienti, solidità patrimoniale e potere di determinazione dei prezzi. Queste sono qualità che possono durare ben oltre il rumore del mercato a breve termine.

Oltre le valutazioni - Tale prospettiva a più lungo termine contribuisce inoltre a inquadrare con maggiore chiarezza il dibattito sulle valutazioni. Timori relativi alle valutazioni americane sono comprensibili, in modo particolare dopo un periodo in cui i rendimenti di mercato sono stati fortemente concentrati in un ristretto gruppo di grandi aziende tecnologiche. Il dominio di un ristretto numero di titoli mega-cap ha alimentato la percezione di un mercato sia costoso sia concentrato, ma la valutazione da sola non offre un quadro completo.

Gran parte di tale premio riflette la fiducia del mercato nel potenziale reddituale delle società statunitensi, in particolare quelle legate all’innovazione e alla crescita strutturale di lungo periodo. L’intelligenza artificiale (IA) rimane un tema centrale della discussione, sebbene il suo impatto difficilmente seguirà un percorso lineare. L’adozione avviene solitamente per fasi, man mano che i nuovi strumenti dimostrano la loro rilevanza in tutti i settori dell’economia.

Più ampia: la leadership si sta estendendo oltre una ristretta cerchia di titoli - Uno dei cambiamenti più significativi in atto è che la tesi d’investimento statunitense sta diventando più ampia. Per molto tempo, i rendimenti sono stati dominati da una ristretta cerchia di leader, rafforzati dai flussi legati agli indici che favoriscono naturalmente i componenti principali dell’indice. Tale dinamica si è rivelata premiante nella fase di tenuta dei titoli guida, ma implica anche che i portafogli partecipano appieno a ogni eventuale inversione di tendenza. La fase successiva potrebbe delinearsi in modo differente. Oltre alla tecnologia, la crescita degli utili si sta sempre più estendendo ai settori dei materiali, dell’industria, della finanza e della sanità, delineando un mercato le cui fondamenta si stanno ampliando invece di contrarsi.

Resiliente: l'economia statunitense continua a registrare una performance migliore rispetto ai peer dei mercati sviluppati - Il secondo pilastro è la resilienza. Dopo lo shock iniziale dei dazi, le prospettive per gli Stati Uniti sono tornate a orientarsi verso una crescita più stabile e in linea con il trend storico. L’economia continua a dover affrontare interrogativi a breve termine, tra cui tensioni geopolitiche, la politica commerciale e un mercato del lavoro più debole. Tuttavia, tali fattori sono controbilanciati dai continui investimenti legati all’IA, da incentivi fiscali a sostegno degli investimenti e da un contesto normativo che favorisce la nascita di imprese e la spesa in conto capitale. Rispetto agli altri mercati sviluppati, gli Stati Uniti rimangono ben posizionati per sostenere la crescita.

 

L’indebolimento del dollaro ha alimentato il dibattito, in particolare laddove riflette un’inquietudine legata alla sostenibilità fiscale o all’imprevedibilità della politica. Tuttavia, i fondamenti più profondi della leadership del dollaro statunitense rimangono integri. Liquidità, spessore istituzionale e l’assenza di un’alternativa credibile continuano a sostenerne il ruolo centrale nel sistema finanziario globale, nonostante la sua posizione dominante sia sempre più sotto osservazione.

Durevole: i punti di forza strutturali sono saldamente consolidati - Il terzo pilastro è la durabilità. Gli Stati Uniti continuano a beneficiare di caratteristiche strutturali che sono difficili da replicare: mercati di capitali profondi, una solida cultura del rischio, la capacità di trasformare idee in risultati commerciali e un sistema che rialloca capitali e talenti in modo efficiente. Tali qualità sono racchiuse nelle 5C dell’innovazione e rafforzate dai continui investimenti privati, in particolare nei settori legati all’infrastruttura digitale, all’automazione e all’IA.

 

Innovazione: uno dei punti di forza distintivi del mercato statunitense

 

La produttività rafforza ulteriormente tale tesi. Gli Stati Uniti hanno mantenuto un vantaggio significativo rispetto agli altri mercati sviluppati, sostenuti da un’economia che rimane insolitamente adattiva e commercialmente dinamica. Raramente un leader di mercato durevole si fonda solo sul sentiment. È sostenuto da un ecosistema che persegue nel generare utili, innovazione e capacità di reinventarsi nel tempo. 

In sintesi, tali caratteristiche delineano un mercato statunitense sostenuto non solo da utili solidi e dalla leadership dell’innovazione, ma anche da una partecipazione più ampia, dalla resilienza economica e da punti di forza strutturali durevoli. I rischi a breve termine sono reali e necessitano di attenzione, ma si affiancano a fondamenta più profonde che continuano a tracciare la traiettoria futura. E sono proprio questi punti di forza duraturi a rimanere centrali per la prossima fase dell’America.

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