Asset Allocation luglio 2026

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Il rialzo di Wall Street si è fermato in giugno nonostante l'estensione del rally del settore dei semiconduttori. Le aspettative di una risoluzione della crisi iraniana hanno indebolito ulteriormente il petrolio e sostenuto gli obbligazionari, che scontano un rientro delle pressioni inflazionistiche dopo il picco di maggio..

Non ci sono elementi per aumentare l’esposizione sui mercati azionari, che al contrario mostrano segnali di aumento dell'euforia speculativa, anche se mancano ancora chiari segnali di vendita per gli indici azionari.

 

I MERCATI OBBLIGAZIONARI

I rendimenti obbligazionari a lungo termine, sia in euro sia in dollari, continuano a muoversi lateralmente e hanno chiuso il mese di giugno con variazioni contenute. Il rendimento del Treasury decennale è salito di due punti base, al 4,47% (grafico in basso), quello del Bund al 2,93% e quello del BTP decennale al 3,72%.

 

I dati macroeconomici continuano a evidenziare pressioni inflazionistiche, ma il calo dei prezzi del petrolio nel corso di giugno ha rafforzato la convinzione degli analisti che il picco dell'inflazione sia già stato raggiunto.

Negli Stati Uniti, l'indice PCE, utilizzato per misurare l'inflazione dei consumi, è salito al 4,1% nel mese di maggio dal 3,8% di aprile. Nell'area euro, invece, secondo la stima preliminare di Eurostat, l'indice dei prezzi al consumo è sceso al 2,8% in giugno dal 3,2% del mese precedente, mentre l'indice core, che esclude energia e alimentari, è diminuito al 2,4% dal 2,6% di maggio.

Sembra quindi che le pressioni inflazionistiche abbiano raggiunto il loro picco a maggio e siano destinate ad attenuarsi nel corso dell'estate. Di conseguenza, le banche centrali potrebbero mantenere invariati i tassi d'interesse per tutto il secondo semestre del 2026, anche se parte degli analisti continua a ritenere possibile un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve dopo l'estate.

I dati sul mercato del lavoro statunitense relativi a giugno sono risultati più deboli delle attese, con appena 57 mila nuovi occupati e una revisione al ribasso di 74 mila unità complessive per i due mesi precedenti. Il rallentamento del mercato del lavoro dovrebbe contribuire a ridimensionare le aspettative inflazionistiche.

Le prospettive per i mercati obbligazionari restano pertanto neutrali. Tuttavia, emergono segnali di deterioramento nel comparto dei titoli ad alto rendimento: lo spread tra i rendimenti delle obbligazioni in dollari con rating CCC (quelle con il maggiore rischio di default) e quelli dei Treasury è in aumento da diversi mesi e si sta avvicinando all'8%. In questo contesto è consigliabile privilegiare i titoli Investment Grade.

I MERCATI AZIONARI

Wall Street ha chiuso il mese di giugno in leggero ribasso: l'S&P 500 ha perso circa un punto percentuale (grafico in basso), mentre il Nasdaq 100 ha terminato il mese pressoché invariato, nonostante la flessione dei cosiddetti "Magnifici Sette". Il listino tecnologico è stato sostenuto ancora una volta dai titoli del settore dei semiconduttori: l'indice Philadelphia SOX ha guadagnato oltre il 10% nel corso del mese, nonostante il principale componente dell'indice, NVIDIA, abbia perso il 5%, chiudendo a 200 dollari.

Gli indici europei hanno registrato movimenti contenuti, con Piazza Affari più brillante rispetto a Francoforte, che ha concluso il mese praticamente invariata.

Prosegue inoltre la fase di euforia a Wall Street per SpaceX e per il tema dell'Intelligenza Artificiale, un entusiasmo che ha raggiunto livelli storicamente estremi se si osserva il debito contratto per acquistare azioni. Nel mese di maggio il margine complessivo ha raggiunto i 1,42 trilioni di dollari, con un incremento del 54% rispetto allo stesso mese del 2025, e con ogni probabilità ha segnato un nuovo record anche a giugno. In rapporto al PIL, tale valore ha raggiunto il 4,4%, superando nettamente il 3% registrato nel marzo 2000, al culmine della bolla delle dot-com.

L'eccesso speculativo è evidente anche dal forte interesse verso gli ETF a leva tripla, il cui patrimonio ha superato gli 80 miliardi di dollari, con una crescita del 66% nell'arco degli ultimi tre mesi.

Se a questi elementi si aggiunge il già citato ampliamento dello spread dei titoli High Yield, emergono diversi segnali di rischio per Wall Street, che suggeriscono prudenza, soprattutto nei confronti dei settori che hanno registrato i maggiori rialzi nel corso dell'anno, come quello dei semiconduttori.

La fase di esuberanza irrazionale potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi e gli indici statunitensi non hanno ancora violato al ribasso livelli tecnici significativi. Tuttavia, per l'investitore meno aggressivo il rapporto rischio/rendimento appare poco favorevole e suggerisce di mantenere un'allocazione prudente, anche a costo di rinunciare a eventuali ulteriori rialzi dei mercati.

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