28/11/2019

Outlook indici USA

L’indice SP500 continua chiudere ogni giorno su nuovi massimi storici ed è arrivato a toccare quota 2150 punti con un rialzo del 6% da inizio novembre (grafico settimanale a destra): la performance del Nasdaq è stata abbastanza simile .

Al momento non ci sono segnali di indebolimento del trend a parte gli indicatori tecnici che segnalano una posizione di estremo ipercomprato e divergenze ribassiste che però non assicurano un’inversione del trend rialzista, ma storicamente sono anomale 8 settimane di rialzi senza una correzione: è quindi consigliabile prepararsi alla possibilità di una correzione nel corso delle prossime settimane.

Dal punto di vista fondamentale sarebbe ampiamente giustificata visto che un rialzo così ampio mentre gli utili aziendali non aumentano implica una pericolosa salita dei P/E.  E’ poi da notare come il rialzo di quest’anno sia stato guidato da pochi titoli: la tabella in basso mostra le variazioni da inizio anno dei principali 20 titoli dell’indice SP500, che rappresentano il 30% dell’indice in termini di capitalizzazione, e mostra come l’ampiezza del rialzo è soprattutto legata alla performance della Apple, di Microsoft e Facebook.

Lo stesso segnale lo possiamo vedere nell’indice Russel 2000 dei titoli a minore capitalizzazione, che è ancora lontano dal massimo del 2018 (grafico a destra).

E’ quindi consigliabile iniziare a proteggere il portafoglio dal rischio di una correzione che potrebbe anche arrivare al 20% dai valori attuali prima che riprenda il trend rialzista verso quota 4000 dell’indice SP500, probabilmente nel 2021: dovrebbe essere una fase di correzione e movimenti laterale che proseguirà per molti mesi.

E’ giustificato inziare a ridurre le posizioni rialzista, ma il vero segnale di pericolo sarebbe nella chiusura dell’indice sotto quota 2065 e quindi sotto quota 3022: la discesa sotto quest’ultimo livello confermerebbe lo scenario tecnico ipotizzato.

 

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