28/07/2020

Il superamento di 1,1830 cambierebbe il trend dell'euro

Dopo due anni orientati al ribasso l'euro sta dando nel 2020 i primi segnali di inversione e dal minimo toccato in marzo 1,0640 ha già a recuperato 10 figure toccando 1,1780 all'inizio di questa settimana.

Tecnicamente il segnale di inversione sarebbe dato dal superamento di quota 1,1830 in quanto questo livello rappresenta il il 62% di retracement della discesa iniziata a 1,250 oltre che essere il massimo del secondo semestre del 2018.

Superato 1,1830 sarebbe naturale un rialzo sino alla resistenza successiva a 1,2500 mentre in assenza di tale rottura al rialzo prevarrebbe un trend laterale ancora per mesi.

Dal punto di vista fondamentale è da notare che il recupero dell'euro non è legato a una sua particolare forza grazie al miglioramento della congiuntura europea, ma è frutto della debolezza del dollaro contro tutte le valute.

Il surplus della bilancia dei pagamenti dell'area euro rimane significativo anche se in flessione nei primi mesi di quest'anno (grafico in basso), ma è stata l'inversione della politica monetaria americana a cambiare lo scenario di riferimento.

La Federal Reserve ha ridotto i tassi a breve di quasi due punti percentuali in pochi mesi e anche lo spread con i rendimenti in euro è diminuito di tale ammontare riducendo sensibilmente l'appeal della valuta americana.

I tassi ampiamente negativi dell'euro ora penalizzano molto meno la valuta.

Essendo poco probabile una cambiamento della politica monetaria americana nel secondo semestre di quest'anno lo scenario dovrebbe rimanere a favore dell'euro nonostante la congiuntura europea poco brillante.

 

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