15/05/2020

Wall Street rimbalza grazie al settore bancario

L’indice SP500  ha recuperato oltre due punti percentuali dai minimi fatti segnare in apertura di giornata andando a chiudere 2852,5 con un rialzo dell’1,15%: ieri è stato il settore bancario a guidare il recupero con Wells Fargo che rimbalza del 10% dal minimo degli ultimi 11 anni toccato in apertura, mentre Goldman Sachs chiude a +1,5% dopo un -4% in apertura.  JPMorgan chiude a +4%.

Positivo anche il settore tecnologico con la Apple che sale dello 0,6% nonostante il crollo del 90% degli utili del suo fornitore Foxconn e Amazon dello 0,88% a 2388,85 dollari.  Microsoft guadagna lo 0,43% a 180,5 e Google lo 0,63%.

La giornata era iniziata piuttosto male soprattutto a causa delle dichiarazioni bellicose di Trump nei confronti della Cina per come ha  gestito la crisi del coronavirus, mentre il giorno prima il fondo pensioni federale ha bloccato gli investimenti in azioni cinesi su pressione della Casa Bianca.

I mercati asiatici non hanno seguito il rimbalzo del mercato americano con Tokyo che guadagna lo 0,6% e Taiwan lo 0,3%, ma con i mercati cinesi e Seul invariati.  Aprono invece positivamente i mercati europei dopo le notevoli perdite di ieri.  Questa notte sono usciti i dati della produzione industriale cinese di aprile, a +3,9% tendenziale, e le vendite al  dettaglio in diminuzione del 7,5% sullo stesso mese del 2019, mentre il tasso di disoccupazione sale al 6%.

Positivo il mercato dei Treasurys con il rendimento del decennale a 0,62%, mentre il dollaro rimane forte contro tutte le altre valute dopo che ieri Trump ha dichiarato che un dollaro forte è nell’interesse degli Stati Uniti: l’euro è fermo a 1,0800 e lo yen a 107,10.  Il petrolio WTI estende il rialzo a 28,40 dollari al barile.

Per la giornata odierna l’attenzione è puntata sulla prima revisione della stima del PIL dell’area euro, precedentemente annunciato a -3,8% sul trimestre precedente, mentre nel pomeriggio avremo il dato americano delle vendite al dettaglio di aprile e l’indice della fiducia dei consumatori calcolato dall’’Università del Michigan.

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