13/11/2019

Trump poco incoraggiante sul negoziato commerciale

Wall Street ha chiuso ieri a 3091 punti recuperando la perdita modesta del giorno prima (grafico a destra) nonostante alcun miglioramento della situazione a Hong Kong e nonostante il presidente Trump nel suo discorso di ieri non sia stato affatto incoraggiante a riguardo del raggiungimento di un accordo con la Cina: al contrario ha ripetutamente menzionato la pratiche commerciali scorrette e il fatto che un accordo sia nell’interesse soprattutto della controparte cinese.

Il mercato è stato sostenuto dai soliti tecnologici anche se Apple ha chiuso invariata a 261,96 dollari: Facebook guadagna il 2,56% a 194,47 dollari e Amazon sale dello 0,36% a 1778 dollari.  L'indice rimane comunque orientato al rialzo sopra quota 3060 e solo in caso di chiusura sotto questo livello sarebbe giustificato aspettarsi una fase di correzione prolungata.

In ribasso i mercati asiatici con Hong Kong che perde il 2% e Shanghai lo 0,33%, mentre Tokyo chiude a -0,85%.  In leggero ribasso l’apertura dei mercati europei, mentre il future sull’SP500 perde lo 0,17%.

Poco mosso il mercato dei cambi con l’euro a 1,100 e lo yen a 109,10 mentre recupera leggermente il mercato dei Treasurys, con il rendimento del decennale a 1,92% e il TBond a 156,75 punti.

In discesa il petrolio WTI a 56,60 dollari al barile, uno in meno rispetto al massimo toccato ieri pomeriggio in attesa del dato delle 22:30 sulle scorte americane calcolato dall’API, in ritardo di un giorno per  la festività di lunedì, seguito da quello ufficiale di domani dell’IEA.

La giornata odierna è densa di dati macro, iniziando questa mattina con l’inflazione inglese di ottobre, seguita alle 11:00 dalla produzione industriale dell’eurozona per il mese di settembre e soprattutto dall’inflazione USA di ottobre attesa alle 14:30.  Gli analisti si attendono un dato invariato a 1,70%.

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