17/03/2020

Recupera Wall Street, ma scendono i Treasurys

Prosegue la fase di notevole volatilità sui mercati finanziari con la scarsa liquidità che amplifica i movimenti in un senso o nell’altro: ieri il movimento più ampio si è visto sul mercato dei Treasurys, con il TBond a 30 anni che aveva chiuso a 181,25 il giorno prima e che finisce a 172 dollari (grafico in basso), mentre il rendimento del decennale ha chiuso a 1,07%.

L’indice SP500 ha guadagnato il 6% chiudendo a 2529,19 (grafico a destra) grazie al recupero dei tecnologici: Microsoft sale dell’8,23% a 146,57 dollari, Apple del 4,7% a 252,81 e Amazon del 7,28% a 1811,15 nel giorno in cui annuncia l’assunzione di 100 mila persone per le consegne. Boeing chiude a 124 dollari perdendo il 4,3%: da un massimo di 440 dollari dell’anno scorso.  Tesla perde la metà dai massimi di febbraio finendo a 429,38 dollari, ma sono i titoli petroliferi domestici a perdere più terreno con Noble Energy che chiude a -20% mentre le integrate come Exxon chiudono a +6.7% (a 36,8 dollari che sono i livelli di inizio secolo).

Il recupero del mercato azionario di ieri e la discesa del mercato obbligazionario vengono spiegati con la notizia che l’amministrazione Trump sta discutendo un piano di spesa di 1,2 trilioni di dollari per ridimensionare l’impatto dell’epidemia del coronavirus: il ministro del Tesoro Mnuchin ha parlato di assegni di mille dollari ad americano in arrivo nel corso delle prossime due settimane. 

I mercati asiatici però non hanno seguito il recupero di Wall Street e alcuni mercati come Seul e Hong Kong hanno perso il 4,5%, mentre Tokyo ha chiuso a -1,68%.  I mercati europei aprono a loro volta in ribasso del 3-4% con l'ccezione di Milano che perde solo un punto percentuale.  Tornano sui minimi della settimana anche i futures americani segnalando  un'apertura a -3%.

Il dollaro ha reagito positivamente salendo a 107,7 contro lo yen mentre l’euro è sceso a  1,10 da 1,1180 di ieri sera, forse a causa del tracollo dell’indice ZEW della congiuntura tedesca di marzo a -49,5 da 8,7 di febbraio, mentre i dati americani di ieri sono stati contrastati: le vendite al dettaglio sono scese dello 0,5% in febbraio, ma la produzione industriale è aumentate dello 0,6% in febbraio, oltre le attese.

Il petrolio WTI è sceso sotto ai minimi dell’anno con il contratto di maggio a 26,4 e il Brent a 28,2 dollari al barile mentre prosegue la notevole volatilità (imprevedibile) dell’oro, che ieri risale a 1528 dollari l’oncia, ma questa mattina torna a 1500 dollari.

La giornata odierna è povera di dati macro: nel pomeriggio avremo i nnuovi cantieri abitativi USA di febbraio.

 

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