17/03/2020

Nuovo tracollo di Wall Street, tengono i mercati asiatici

La settimana si è aperta negativamente per i mercati azionari nonostante l’eccezionale riduzione dei tassi decisa domenica dalla banca centrale americana e Wall Street ha perso quanto guadagnato venerdì nello straordinario rimbalzo del 10%.  L’indice DowJones ha chiuso a -13% perdendo tre mila punti, mentre l’SP500 finisce a 2397,38 perdendo l’11,57% (grafico a destra) avvicinandosi all’area di obiettivo del movimento ribassista che segnalavamo il 12/3: gli indici europei hanno già superato i  loro obbiettivi.

Trump ha dichiarato ieri che l'epidemia non sarà risolta prima di luglio/agosto contribuendo a peggiorare il tono del mercato.

Il settore che ha guidato il ribasso è stato quello bancario, con perdite del 15% per titoli guida come JPMorgan e Bank of America e 19% per Citigroup: tutti quanti hanno annunciato l’interruzione dei riacquisti di azioni sino a metà anno mentre nel 2019 compravano senza problemi a prezzi ben superiori: BofA ha riacquistato il 10% del flottante.  La manovra della Fed di portare a zero i tassi indebolisce il settore dal lato delle entrate, mentre si teme un aumento delle insolvenze aziendali: mezzo trilione di dollari di emissioni BBB come quelle della Ford trattano a rendimenti da BB, segno che sta per esplodere la bolla degli High Yield, ma la Federal Reserve sta cercando di far funzionare il mercato dei Treasurys, che rimane poco liquido per essere il primo mercato obbligazionario globale. Ieri sera il Tbond trattava a 181 punti, quindi sotto ai 192 del massimo della scorsa settimana, ma il volume è stato inferiore ai 300 mila contratti, con 5 contratti sul denaro a fine giornata contro i 500 dei mesi scorsi. Il Bund è sceso ieri a 172,40 perdendo oltre un punto mentre crollavano le borse, segno che gli investitori cercano di vendere tutto, anche le asset class ritenute a protezione del rischio: l’oro ha chiuso a 1500 dollari l’oncia, ma a metà giornata ha visto quota 1450 ed era a 1700 dollari la scorsa settimana.

I titoli tecnologici hanno perso come l’indice, ma Amazon ha perso solo il 5,5% in quanto stanno esplodendo le vendite online: evidentemente gli investitori ritengono che non sia un fenomeno di breve termine. Perde il 18,5% Tesla a 445 dollari: non vogliamo pensare ai ribassisti che si sono dovuti coprire sopra ai 900 dollari il mese scorso.  Tra i rialzi segnaliamo il + 11% di American Airlines sulle speranze in un aiuto pubblico al settore, che noi italiani abbiamo intelligentemente preceduto con la probabile nazionalizzazione della compagnia di bandiera.

Quando crolla Wall Street e scende anche l’oro e non salgono i titoli obbligazionari Investment Grade mentre tracollano gli High Yield vuole dire che i mercati hanno smesso di funzionare propriamente ed è consigliabile notevole prudenza visto che anche le posizioni apparentemente difensive possono rivelarsi perdenti, con l'unica eccezione (per il momento) della liquidità.

Riteniamo però che come il virus cinese è stato debellato in Cina sia questione di tempo perché venga superato in Italia, e quindi in Europa e che la fase ribassista sia vicina al termine, anche se i mercati tendono ad eccedere sempre: si sembravano incomprensibili le valutazioni esagerate di inizio anno e probabilmente ci sembreranno incomprensibili le valutazioni dei prossimi giorni.  Particolarmente penalizzato il mercato azionario italiano, ma se guardiamo il disastro dei principali titoli finanziari francesi, da Axa  a BNP o SoGen le opportunità sono identiche se non migliori: BNP ha chiuso ieri a 4,4 volte l'utile dell'anno scorso perdendo il 50% in quattro settimane.

I mercati asiatici hanno chiuso poco mossi grazie al rimbalzo del 4% dei futures americani, con l'eccezione di Seul che ha perso il 2,4%.

Il petrolio continua a seguire Wall Street e questa mattina tratta a 30 dollari al barile dal minimo di ieri sotto ai 29 dollari.  Poco mosso il dollaro, fermo a 1,1150 contro  l'euro: per il momento la discesa dei tassi americani non ha indebolito il cambio.

Corregge leggermennte il mercato dei Treasurys con il rendimento del decennale a 0,79%.

Per la giornata odierna l'attenzione è puntata sull'indice ZEW della congiuntura tedesca di marzo, mentre alle 13:30 avremo le vendite al dettaglio USA di febbraio.

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