20/03/2020

Mercati azionari tentano il rimbalzo

Wall Street ha chiuso ieri in rialzo di oltre mezzo punto percentuale a 2409 punti (grafico a destra) con una leggera riduzione della volatilità intraday:  per la prima volta questa settimana non sono state interrotte le contrattazioni per movimenti oltre il 5%-

Sono proeseguite le vendite sul settore del trasporto areoo con American Airlines on ribasso dell'11,6%, ma hanno recuperato terreno i tecnologici, con Amazon in prima fila a +2,78% per 1880,9 dollari e Facebook che recupera il 4,2%.  Microsoft sale  dell'1,65%  a 142,7 dollari e Tesla del 18% a 427 dollari.  Unica eccezione la Apple che perde lo 0,77% a 244 dollari.  I futures sugli indici USA segnalano un ulteriore recupero del 3-4% in apertura.

In ampio rialzo anche i mercati asiatici, con Hong Kong che rimbalza del 5% e Seul del 7,445 mentre Shanghai  chiude a +1,8%: Tokyo è rimasta chiusa per la festività dell'Equinozio di Primavera.

Il miglioramento del tono dei mercati viene spiegato con la sperannza che l'enorme stimolo monetario delle banche centrali e ii pacchetti di stimolii fiscali in arrivo riescano a compensare l'inevitabile rallentamento della congiuntura globale del primo semstre dell'anno, ma è la posizione di estremo ipervenduto dei mercati a giustificare un recupero degli indici, che ora dovrebbe durare una o due settimane prima di  assistere a un ultimo movimento  ribassista.

Il recupero dei mercati azionari è stato accompagnnato  da una risalita anche degli obbligazionari con il rendimento del Treasury decennale a  1,02%, e del petrolio WTI, che si riavvicina ai 28 dollari al barile  dal minimo di mercoledì a 20,50 dollari.  E' di ieri la notizia che Trump ha dichiarato che a tempo debito interverrà nello scontro tra Russia e Arabia Saudita che ha fatto crollare i prezzi del greggio, anche se non è chiaro cosa possa fare in pratica.  Evidentemente ll'Amministrazione è preoccupata per l'impatto sull'industria energetica nazionale.

In recupero di oltre una figura l'euro, che ieri era sceso a 1,0650 contro il dollaro insieme alle commodity currencies su minimi degli ultimi anni se non decenni come per il dollaro australiano.

Dal fronte macro si attende oggi il dato americano delle vendite di case di febbraio, mentre ieri l'indice della Fed di Philadelphia di marzo è crollato verticalmente.

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