06/11/2019

Mercati azionari contrastati

Il mercato azionario americano ieri ha chiuso invariato a 3074 punti (grafico a destra) nonostante il dato positivo dell’indice composto dei responsabili degli acquisti calcolato dall’ISM, in aumento a 54,7 in ottobre oltre le previsioni degli analisti.   Al contrario il mercato ha corretto proprio dopo l’uscita del dato, che riduce le probabilità di ulteriori riduzioni dei tassi da parte della Federal Reserve.  Poco mossi i titoli tecnologi con leggere perdite per la Apple a 257 dollari e Amazon a 1801 dollari.

Il mercato è sostenuto dalle aspettative della firma di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina il prossimo mese con la riduzione dei dazi già in vigore, ma c’è un limite a quanto può salire su queste aspettative.

Il dato macro positivo ha indebolito ulteriormente il mercato dei Treasurys e il rendimento del decennale questa mattina risale a 1,86% mentre il TBond è sui minimi degli ultimi mesi a 158 punti.  Risale anche il rendimento del Bund a -0,3%.

Poco mossi i mercati asiatici con Tokyo che ha chiuso a +0,22% (grafico in basso), mentre Shanghai ha perso lo 0,43%: invariate Seul e Hong Kong.

In rialzo il dollaro che spinge l’euro sotto quota 1,110, mentre contro lo yen sale sopra quota 109.

Corregge marginalmente il petrolio WTI sotto quota 57 dollari al barile dopo che ieri sera l’API ha annunciato un aumento delle scorte americane di oltre 4 milioni di barili, ben oltre le previsioni: alle 16:30 avremo il dato governativo dell’EIA.

La giornata odierna è caratterizzata da una serie di dati europei attesi in mattinata: sono già usciti i dati degli ordini all’industria tedesca per settembre, migliori del previsto a 1,3% sul mese precedente. 

Dopo le 09:45 avremo poi i risultati dei survey della Markit sulla congiuntura nei vari paesi dell’area euro in ottobre.  L’indice composto per l’intera area euro è atteso invariato a 50,20.

 

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