16/03/2020

La Fed riduce a zero i tassi, ma la reazione dei mercati è sinora negativa

La notizia di domenica del taglio dei tassi di un punto percentuale da parte della Federal Reserve ha avuto sinora un effetto negativo sui mercati con il future sull'SP500 che ha toccato il limite del 5% di ribasso e non viene scambiato, mentre Tokyo ha perso il 3,46% e Shanghai il 3,4%  Hong Kong sta perdendo il 5% e il DAX + atteso a -5%.  La reazione negativa viene spiegata con la percezione che la reazione eccezionale della Fed sia dovuta a una situazione più grave del previsto dell'epidemia da coronnavirus, ma si tratta solamanente di una correzione dopo il +10% di vennerdì e ci attendiamo una stabilizzazione dei mercati nel corso della giornata.

L'ultima ora di contrattazioni a Wall Street ha visto l'indice SP500 passare da +2% a +10% grazie al rally dei tecnologici: Microsoft ha guadagnato il 14% a 158 dollari e Apple il 12% a 288 dollari dopo aver annunciato la chiusura di tutti i suoi negozi a parte quell in Cina, appena riaperti.  Facebook sale del 10% e Disney del 11%, mentre Amazon è più cauta a  1785 dollari con un rialzo del 6%. +20% per Oracle, mentre sono crollati i titoli minerari come NewmontGold Corp che perde l'11% seguendo iil prezzo dell'oro che a chiuso a 1539 dollari l'oncia dai 1700 dollari di inzio settimana.

Il rimbalzo del mercato azionario americano viene collegato all'iniziativa di Trump di dichiarare l'emergenza sanitaria, cosa che permette all'Amministrazione di aumentare la spesa per combattere il virus, ma in ogni caso il mercato dopo una discesa di quasi il 30% era ben impostato per un rimbalzo tecnico che dovrebbe ora continuare per una o due settimane prima di un nuovo movimento ribassista che porti l'indice sotto il minimo di questa settimana (grafico a destra).

Il rimbalzo dei mercati azionari dovrebbe essere poi sostenuto dall'iniziativa tedesca di intervenire a sostegno delle imprese co problemi di liquidità con una garanzia statale superiore ai 500 miliardi di euro: la politica fiscale sembra quindi seguire quella monetaria ed è lecito attendersi un miglioramento del tono dei mercati almeno nel breve periodo.

La perdita settimanale per l'SP500 non è drammatica, intorno ai 200 punti ovvero il 7% rispetto alla chiusura del venerdì precedente, ma era più del doppio in chiusura di giovedì ed inoltre ha messo a dura prova il funzionamento di tutti mercati: particolarmente preoccupante l'impatto sul mercato dei Treasurys, che dovrebbe essere il mercato obbligazionario più liquido ed efficiente mentre ha dato segnali di chiara avaria.  E' diminuita drammaticamente la liquidità di questo mercato con movimenti giornalieri del TBond future superiori ai dieci punti percentuali e la difficoltà di trattare i titoli sottostanti off-the-run.  Il rendimento del titolo a 30 anni ha toccato un minimo storico a 0,70% lunedì, ma è salito a 1,5% giovedì mentre Wall Street perdeva il 10%, segno che nonostante crollasse il mercato azionario erano scomparsi i compratori sul mercato dei Treasurys, come del resto su quello dell'oro. 

Lunedì scorso volendo chiudere le posizioni rialziste sui Treausys a lungo termine era quasi impossibile trovare dei bid dai principali dealer nonostante i crollo dei mercati azionari, segno che nessuno voleva comprare nulla indipendentemente dal tipo di asset class, e questo spiega il crollo dell'oro e la necessità della Federal Reserve di intervenire con operazioni di repo di trilioni di dollari per finanziare i portafoglio dei trader in una fase arresto del mercato dei pronti contro termine.

Anche questa mattina lo spessore del book del TBond future è minimo rispetto alle sessioni normali: sul bid troviamo 5 contratti contro i 50-100 usuali che diventano 500 all'apertura del mercato americano.  Il rendimento del decennale scende oggi a 0,77%,

La decisione della Fed di ieiri ha indebolito il dollaro contro lo yen a 106,40 e contro l'euro, che sale a 1,1180: potremmo essere di frote a una inversione del trend rialzista della valuta americana.

Il petrolio WTI segue il mercato azionario e dopo il rimbalzo di venerdì a 34 dollari torna a 30,50 dollari al barile. Trump ha annunciato venerdì di aver chiesto all' EIA di acquistare petrolio per le scorte strategiche, e questo dovrebbe sostenere il mercato americano, almeno nel breve termine.

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