08/10/2019

GAM: Obbligazionario e valute, dove trovare le opportunità

GAM: Obbligazionario e valute, dove trovare le opportunità

 

Commento a cura di Adrian Owens, Investment Director obbligazioni e valute di GAM Investments

 

Crediamo che attualmente il mercato offra svariate opportunità interessanti che non si osservavano da tempo. Abbiamo identificato una serie di temi che presentano valori anomali su base storica e che, in diversi casi, sembrano prossimi a un punto di svolta.

 

Individuiamo delle opportunità di short nei tassi di interesse del Regno Unito rispetto all’area euro e al Canada. Nel primo caso, i tassi swap a cinque anni (che inizieranno tra cinque anni a partire da oggi) sono di 60 punti base al di sotto degli swap equivalenti nel Regno Unito. I tassi di interesse ufficiali dell’area euro sono inferiori di 125 punti basi rispetto a quelli del Regno Unito, mentre l’inflazione CPI è pari a circa l’1,0% nella prima regione e all’1,7% nella seconda. Non crediamo che questo differenziale si ridurrà significativamente nel breve termine, visto che i tassi del Regno Unito rimangono elevati a causa dell’incertezza legata a Brexit. Crediamo che questo divario difficilmente rimarrà invariato una volta che sarà stata fatta chiarezza sulla Brexit e ci troveremo di fronte alle previsioni sul breve termine di tassi e inflazione per il Regno Unito e l’area euro. Anche nel caso in cui i tassi dovessero rimanere invariati, gli investitori vengono attualmente rip        agati di 10 punti base per essere parte di questo mercato.

 

Un altro ambito in cui l’incertezza legata a Brexit è attualmente prezzata integralmente, secondo noi, sono gli inflation swap relativi al dato del Retail Price Index (RPI) del Regno Unito. Il mercato prezza, nel corso dei prossimi cinque anni, un valore medio dell’inflazione misurata dall’RPI pari al 3,8%, mentre il dato attuale è pari al 2,6%. Anche se crediamo che l’inflazione del Regno Unito si manterrà al di sopra del livello obiettivo in questo lasso di tempo, crediamo che un tasso medio del 3,8% sia piuttosto elevato.

 

Le prospettive per l’inflazione negli USA restano variegate. Il rallentamento dell’attività economica dovrebbe pesare sull’inflazione ma il mercato del lavoro resta prossimo alla piena occupazione e i salari continuano a crescere. Inoltre, i tassi di interesse reali dovrebbero essere interessanti da un ulteriore taglio. L’inflazione di breakeven a dieci anni è attualmente intorno all’1,6%, mentre la maggior parte delle misure dell’inflazione USA sono più vicine al 2% (in particolare la Fed di Dallas ha ridotto il tasso di inflazione media all’1,99%). Crediamo che ai livelli attuali le obbligazioni inflation-linked presentino opportunità più interessanti rispetto al reddito fisso tradizionale.

 

Da tempo sosteniamo che le obbligazioni messicane siano interessanti. La banca centrale ha iniziato a tagliare i tassi dal picco dell’8,25%, e prevediamo che i tassi scenderanno al di sotto del 6% nei prossimi diciotto mesi. Con l’inflazione al 3% e su una traiettoria discendente, i tassi reali dovrebbero mantenersi intorno al 3%, un dato interessante sia in termini assoluti che rispetto alla maggior parte degli altri paesi. In uno scenario di questo tipo crediamo che il reddito fisso messicano, che ha registrato una solida performance nel corso del 2019, dovrebbe continuare a fare bene. Considerato il supporto dei tassi di interesse reali, anche il peso messicano dovrebbe essere interessato da un leggero apprezzamento.

 

Le valute di Svezia e Norvegia rimangono convenienti, tuttavia stiamo iniziando a notare una chiara divergenza tra le politiche della regione scandinava e quelle del resto dell’area euro. La Norvegia continua a rivedere al rialzo i tassi, la Svezia mantiene un posizionamento maggiormente neutrale ma con un’inclinazione da falco, mentre in Europa le politiche si fanno ancora più accomodanti. Considerati il divergere dei contesti e il prezzo delle valute scandinave – che è ovviamente esso stesso di supporto per le due economie – prevediamo che tanto la corona norvegese quanto quella svedese performeranno meglio dell’area euro nei prossimi dodici mesi.

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