03/10/2019

Mercati azionari indeboliti dai timori di rallentamento della congiuntura globale

Al dato debole dell’ISM manifatturiero di martedì si è aggiunta ieri la notizia che scatteranno dal prossimo 18 ottobre i dazi Usa da 7,5 miliardi di dollari contro l'Unione europea dopo il verdetto della Wto, che attribuisce agli Stati Uniti il diritto di applicare dazi sui prodotti importati dall'Europa come compensazione per gli aiuti concessi al consorzio aeronautico Airbus.

L’indice SP500 ha perso l’1,79% a 2887,61 punti (grafico a destra) con i tecnologici che hanno guidato il ribasso: Apple ha perso il 2,5% a 218,96 dollari, Amazon l’1,29% a 1713 dollari e Microsoft l’1,77% a 134,65 dollari.  In controtendenza tra i principali titoli la Johnson & Johnson che guadagna l’1,55% a 132 dollari.

Perdono circa due punti i mercati asiatici con l’eccezione di Hong Kong che sta chiudendo a -0,4% mentre i mercati europei hanno aperto invariati e il future sull’SP500 segnala un recupero dello 0,25%.

In ulteriore rialzo il mercato obbligazionario americano  con il rendimento del Treasry decennale che scende oggi a 1,59% mentre il TBond sale a 163,75. 

Si indebolisce il dollaro soprattutto nei confronti dello yen a 107,20 mentre l’euro guadagna marginalmente a 1,0940.  Scendono le commodity currencies con il dollaro australiano a 0,67 dollari dopo il taglio dei tassi da parte della banca centrale australiana.

Prosegue poi la fase di debolezza del petrolio WTI che ieri è sceso a 52 dollari al barile dopo l’annuncio dell’aumento delle scorte della scorsa settimana.

Per oggi sono attesi i risultati dei survey della Markit sia per l’area euro che per gli Stati Uniti, oltre che i prezzi alla produzione dell’area euro di agosto e l’indice ISM americano del settore dei servizi di settembre, atteso in discesa a 56,4 a 55,1.

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