09/08/2019

Bce pronta ad intervenire sui mercati

S&P 500 e VIX

L’indice S&P 500 (grafico a destra) chiude in positivo per la terza sessione di fila, facendo registrare un +1,30% nell’ultima seduta con tutti e 11 i settori dell’indice che chiudono in positivo. Dato rassicurante per i mercati, soprattutto se combinato con l’andamento dell’indice VIX, chiamato anche indice della paura, che si attesta a 18,15 dopo aver toccato un massimo di 24,15 nei giorni precedenti a causa del timore di un rapido rallentamento dell’economia mondiale.

 

Principali Borse mondiali

Tutte le principali borse mondiali hanno chiuso in rialzo la seduta di ieri che ha rappresentato una fase di assestamento per i mercati dopo i rally delle ultime settimane dovuti alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Situazione differente quella che si è registrata oggi in apertura con le principali borse europee che presentano variazioni negative, in particolare il FTSE MIB perde più del 2% a causa della crisi di governo. Crisi che fa volare lo spread a quota 235,50, +11,14% rispetto al valore fatto registrare nella seduta precedente.

 

Possibile intervento della Bce

Nel bollettino economico di ieri la Bce ha dichiarato che è pronta ad utilizzare tutte le misure necessarie per riportare l’inflazione su valori accettabili nel medio periodo (prossima al 2%). Per riuscire a raggiungere tale obiettivo verrà adottata una politica monetaria ancora più accomodante di quella attuale, nello specifico gli strumenti che si prevede verranno utilizzati già il prossimo 12 settembre a seguito della riunione del Consiglio Direttivo saranno essenzialmente 2:

  • Taglio dei tassi
  • Riavvio del Quantitative Easing

Questa manovra è ampiamente sponsorizzata da Mario Draghi, presidente della Bce, che vuole concludere il suo mandato (31/10/2019) mettendo l’Europa nella giusta direzione per poter limitare al minimo le esternalità negative prodotte dalla guerra commerciale USA – Cina, dal protezionismo di Donald Trump, dalla guerra valutaria attuata da Pechino e da un possibile mancato accordo commerciale con la Gran Bretagna per la Brexit.

Ancora non si è in grado di capire se la Bce interverrà prima con un taglio dei tassi e solo successivamente con la ripresa del QE oppure se interverrà con maggiore decisione combinando le due manovre al fine di ottenere un maggior impatto sui mercati.

 

Andamento prezzo delle commodities

Ricordiamo che un ulteriore taglio dei tassi permetterà all’oro di diventare ancora più appetibile agli investitori in quanto i costi fisici di stoccaggio diventerebbero ancor meno costosi del mantenimento di riserve liquide presso le banche centrali. Banche centrali come quella russa e cinese che continuano ad aumentare le loro riserve auree garantendo così una discreta domanda a sostegno del prezzo della commodity. Essendo ormai stata superata la soglia psicologica di 1500 dollari per oncia gli analisti prevedono che la quotazione possa raggiungere facilmente i 1600 dollari l’oncia nel corso del prossimo anno.

Il prezzo del petrolio rimane stabile. WTI e Brent scambiati rispettivamente a 52,81 e 57,78 dollari al barile.

 

Principali coppie di valute

Il cambio EUR/USD dopo aver avuto una forte impennata sembra essersi stabilizzato in un range compreso tra 1,1179 e 1,1217 essendo attualmente scambiato sui mercati a quota 1,1195.

Cambio EUR/CHF che continua a scendere attestandosi sui livelli del 2017 essendo scambiato a 1,0900.

Il dollaro torna a rafforzarsi sullo yen attestandosi a quota 105,96 dopo essere arrivato a toccare 105,79 nella notte.

USD/CNY che continua a rimanere sopra la soglia di 7,00 anche se la banca centrale cinese ha annunciato l’intenzione di stabilizzare il calo della valuta.

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