08/08/2019

Le banche centrali continuano a tagliare i tassi

L’indice S&P 500 (grafico a destra) nella giornata di ieri ha guadagnato l’1,12%. Gli operatori prevedono che la FED ridurrà i tassi altre tre volte prima della fine dell’anno considerando che i mercati scontano completamente una riduzione per settembre con il settore bancario dell’indice S&P 500 (SPXBK), sensibile ai tassi di interesse, che nella seduta di ieri ha perso il 2,15%.

Partenza positiva per le borse europee che cercano di dare continuità al rimbalzo fatto registrare nella giornata di ieri a fine seduta grazie all’annuncio dei dati, miglio delle aspettative, sugli scambi commerciali cinesi nel mese di luglio.

Milano sta già guadagnando lo 0,68%, Parigi l’1,04% mentre Madrid e Francoforte sono allo 0,80%, la peggiore per il momento è quella di Londra con un timido +0,14%.

In un mese di agosto, che è stato caratterizzato da una maggiore volatilità rispetto agli anni passati in virtù del timore di un possibile rallentamento dell’economia globale dovuto alla guerra commerciale tra USA e Cina e a dati macroeconomici sotto le aspettative, gli investitori hanno preferito liquidare le esposizioni in azioni per riposizionarsi sul mercato obbligazionario e/o sull’oro. Aumento di interesse per il mercato obbligazionario che ha portato il rendimento dei Btp ai minimi dal 2016.

Lo spread Btp/Bund si attesta a quota 205,60, in rialzo del 3,5% rispetto alla chiusura di ieri (198,6).

L’oro nella giornata di ieri ha bucato il prezzo target di 1500 dollari per oncia (max 1507,98), il quale fungeva da resistenza psicologica per gli investitori sia di lungo che di breve periodo. Quotazione dell’oro che è stata anche parzialmente supportata dal taglio a sorpresa dei tassi da parte delle banche centrali di India, Thailandia e Nuova Zelanda.

Il dollaro si rafforza rispetto all’euro essendo scambiato a 1,12212, rispetto alla serata di ieri quando 1 euro veniva pagato 1,123285. Il dollaro americano continua a rimanere sopra la soglia psicologica dei 7 yuan per un dollaro (7,04).

Petrolio che rimbalza dopo il crollo fatto registrare nella giornata di ieri a causa del rialzo inaspettato delle scorte USA di greggio (+2,385 milioni di barili, rispetto all’attesa di -2,8 milioni di barili) dopo sette settimane di calo continuo. Il Brent è scambiato a $57,47 al barile mentre il WTI a $52,57 al barile.

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