11/07/2019

Reazione positiva dei mercati alla testimonianza di Powell

I mercati volevano sentire Jerome Powell dichiarare che la banca centrale americana è pronta ad agire a fronte dei segnali di rallentamento dell’economia e il presidente della Federal Reserve li ha accontentati ieri nel corso della testimonianza semi-annuale al Congresso, che sarà seguita oggi da quella al Senato.

Powell ha citato i rischi per la crescita provenienti dalla guerra commerciale con la Cina, il rallentamento dell’attività industriale e l’inflazione sotto controllo e ora gli investitori si attendono una riduzione di un quarto di punto dei tassi alla riunione di fine luglio: la probabilità che il taglio sia addirittura di mezzo punto è salita al 25%.

Le minute dell’ultima riunione della banca centrale americana hanno però mostrato un consenso tra i partecipanti circa il fatto che le condizioni economiche non giustifichino una variazione dei tassi e dall’ultima riunione del FOMC la situazione non sembra mutata, con dati contrastati, ma non particolarmente negativi.

In ogni caso il mercato azionario ha reagito positivamente guadagnando mezzo punto percentuale con l’indice SP500 che ha toccato un nuovo massimo storico e ha chiuso a 2993,07 punti (grafico a destra), sostenuto dai tecnologici: Apple guadagna un altro punto percentuale a 203 dollari, Microsoft un punto e Facebook l’1,7%.  Prosegue poi la corsa di Amazon a 2017 dollari, ormai vicina al massimo dell’anno scorso a 2050 dollari.

Salgono di mezzo punto anche i mercati asiatici, con l’unica eccezione di Shanghai che rimane ferma sui minimi della settimana, ed è positiva anche l’apertura dei mercati asiatici.

E’ stata invece negativa la reazione del dollaro, che ha perso terreno contro tutte le altre valute, permettendo all’euro di tornare a quota 1,1270.  Lo yen apre questa mattina a 108 contro il massimo dei giorni scorsi a 109, e sale anche il dollaro australia.

Modesta la reazione del mercato obbligazionario americano, con il rendimento del decennale a 2,05% e il TBond a 154,90, il livello dell’apertura di ieri.  Sale il rendimento del Bund a -0,26%.

In sensibile rialzo anche il petrolio WTI vicino ai 61 dollari al barile, sia per la cotnrazione delle scorte americane annunciato ieri pomeriggio, sia per le schermaglie nel Golfo tra l’Iran e le petroliere britanniche.

L’attenzione degli inevstitori è oggi puntata sul dato americano dell’inflazione di giugno, atteso alle 14:30.  Le previsioni sono per una variazione tendenziale dell’indice “core” al 2,0%, ma una flessione della variazione dell’indice globale da 1,8% a 1,6% a causa della discesa dei prezzi energetici.

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