10/07/2019

In rialzo i rendimenti obbligazionari in attesa di Powell

Il mercato azionario americano ha chiuso ieri in leggero rialzo recuperando completamente il mezzo punto perso in apertura di giornata, con i tecnologici che guidano il rialzo permettendo al Nasdaq di chiudere a +0,53%.  Apple ha recuperato un dollaro a 201,24, Facebook ha chiuso a +1,76% e Amazon a 1988 dollari con un rialzo dell’1,84%: quest’ultima ha sueprato il massimo dell’anno e sembra diretta verso il massimo storico a 2050 dollari (grafico in basso).  Unico tecnologico in ribasso è Microsoft a 136,46 dollari.

L’indice SP500 ha chiuso a 2979,63 con un rialzo dello 0,13% (grafico a destra) e al momento non ci sono segnali di inversione del trend rialzista.

I mercati asiatici hanno chiuso in leggero rialzo, a 0,13% per Tokyo e intorno al mezzo punto percentuale per gli altri mercati, mentre i mercati europei aprono in ribasso dello 0,2% con l’eccezione di Milano che apre in rialzo grazie ai titoli finanziari.

Il mercato dove si sono registrati i movimenti più significativi rimane però quello obbligazionario, che ha dovuto adeguarsi velocemente a un cambiamento dello scenario di riferimento: il dato di venerdì ha ridimensionato le aspettattive di un taglio dei tassi americani proprio quando il mercato scontava il più aggressivamente possibile questo scenario, con il rendimento del Treasury a due anni sceso all’1,70%, lo 0,75% sotto ai tassi a breve.  Il rendimento è risalito di quasi un qurto di punto a 1,92%, mentre quello del decennale è risalito a 1,90% all’attuale 2,10%.  Il Tbond tratta questa mattina a 154,25 dal massimo di 157 della scorsa settimana.

Più cauti anche i mercati obbligazionari europei, con il rendimento del Bund che risale a -0,3%, mentre quello del decennale francese torna a zero dopo aver toccato -0,1% la scorsa settimana.

Il rialzo dei rendimenti americani non ha spinto ulteriormente al rialzo il dollaro, che rimane sui livelli di ieri a 1,1210 contro l’euro e 109 contro lo yen: il mercato attende la testimonianza di Jerome Powell  al Congresso di oggi sulla politiva monetaria (è l’appuntamento semi annuale) e un chiarimento sulla possibilità che la banca centrale americana abbassi i tassi già alla riunione di fine luglio.

I dati macro non giustificano tale decisione, ma i mercati stanno scontando questo scenario.

In sensibile rialzo il petrolio WTI a 58,80 dollari al barile dopo il dato di ieri sera delle scorte americane annunciato dall’American Petroleum Institute: le scorte sono diminuite di 8,1 milioni di barili a 461,40 milioni e oggi alle 16:30 avremo il dato ufficiale del Department of Energy.

 

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