08/07/2019

Apertura di settimana contrastata per i mercati azionari

Il dato della disoccupazione Americana di giugno ha avuto un impatto significativo soprattutto sul mercato obbligazionario, mentre Wall Street ha chiuso con un ribasso dello 0,18% a 2990,41 punti (grafico in alto a destra) recuperando quasi interamente le perdite registrate in apertura di giornata.

I tecnologici hanno perso solo marginalmente con Microsoft a 137,06 dollari ed Apple invariata a 204,23.  Amazon ha guadagnato lo 0,2% a 1942,91 dollari e Facebook ha perso lo 0,4%.  L’indice delle Small Caps ha chiuso con un rialzo dello 0,22%.

L’incremento superiore alle attese dei nuovi occupati ha ridimensionato le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve in luglio e il mercato azionario era salito nelle ultime settimane proprio scommettendo su questo scenario, visto che i dati macro non erano particolarmente positivi.  Il rendimento del Treasury decennale era sceso a 1,95% e venerdì è tornato sopra quota 2,0% mentre il TBond ha perso oltre due punti dal massimo della scorsa settimana e dell’anno a 157 e questa mattina tratta a 155,50 in recupero di un punto dal minimo fatto segnare venerdì sera.

I mercati asiatici hanno reagito molto negativamente al cambiamento di scenario con perdite molto più ampie del -0,2% di Wall Street di venerdì: Tokyo ha chiuso a -1%, ma Shanghai ha perso il 2,58% (grafico in basso) e Seul il 2,2%.  Hong Kong sta chiudendo a -1,8%.  Le ampie perdite dei mercati asiatici indeboliscono i futures sugli indici americani, ma i mercati europei aprono la giornata invariati: anche i mercati obbligazionari europei non sono influenzati dai movimenti dei Treasurys e il rendimento del Bund decennale questa mattina rimane vicino ai minimi a -0,38%.

I dati americani hanno rafforzato ulteriormente il dollaro a 108,40 contro lo yen e soprattutto contro l’euro – sui minimi a 1,1220 – ma non nei confronti delle commodity currencies, che al contrario guadagnano terreno.

In rialzo l’oro a 1409 dollari l’oncia nonostante il rialzo del dollaro e i dati macro positivi e anche il petrolio si rafforza a 57,70 dollari al barile nonostante i fondamentali sfavorevoli.  Le scorte americane sono sui massimi degli ultimi anni mentre lo spread contro il Brent è sceso sotto ai sette dollari al barile.

La settimana è povera di dati macro e dovremo attendere la testimonianza di Powell al Congresso di mercoledì per avere qualche stimolo significativo.  Gli univi dati odierni provengono dalla Germania, con la bilancia commerciale a la produzione industriale di maggio.

La stagione delle trimestrali inizia questa settimana, ma con solo quattro componenti dell’indice, tra le quali spicca Delta Airlines e PepsiCo.  La prossima settimana escono i bilanci di 57 componenti per un valore del 20% del totale, con i titoli bancari attesi lunedì e martedì.

 

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