11/06/2019

Quinto giorno di rialzo per Wall Street

Il mercato azionario americano ha chiuso ieri con un guadagno dello 0,47% a 2886,73 punti (grafico a destra) il quinto giorno di rialzo senza interruzione, anche se la chiusura è stata sui minimi della giornata dopo il gap rialzista che aveva fatto segnare un punto percentuale di rialzo in apertura.

Recuperano ampiamente i tecnologici con Amazon che sale del 3,1% a 1860 e Apple dell’1,2% a 192,58 dollari.  Nuovo massimo storico per Microsoft a 132,6 dollari (grafico in basso). L’unico titolo primario che sembra abbia perso attrattiva è Google, che rimane sui minimi degli ultimi mesi.

Il rialzo di ieri è stato sostenuto dalla notizia che l’amministrazione Trump ha deciso di congelare per il momento la decisione di imporre dazi sulle importazioni dal Messico: nei giorni scorsi i timori di nuovi dazi avevano rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi per compensare il rallentamento della congiuntura e il mercato azionario era salito, e ieri invece è salito perché si è ridotto il rischio dell’imposizione di tali dazi.  Sembra quindi tornata la mentalità rialzista secondo la quale notizie positive per l’economia sono positive per il mercato azionario, mentre quelle negative porteranno a un ribasso dei tassi e quindi sono anche loro positive, ma il rimbalzo in corso dovrebbe essere vicino al termine e ci attendiamo un nuovo test dell’importante supporto a 2720 per l’indice SP500 che ha sinora limitato lo spazio al ribasso.

I mercati asiatici a loro volta stanno chiudendo in rialzo, modesto per Tokyo a 0,33%, ma del 2,62% per Shanghai: il mercato cinese festeggia la notizia che il governo ha deciso di permettere alle autorità locali di utilizzare emissioni obbligazionarie per investimenti in infrastrutture al fine di stimolare la crescita economica.

Dall’altro lato Trump ieri ha dichiarato di essere pronto ad imporre nuovi dazi sulle esportazioni cinesi in caso di mancati progressi nei negoziati con il Presidente Jinping al summit del G20, dopo che la Cina “ha rinnegato le promesse di riforme economiche strutturali”.

L’ampio recupero dei mercati azionari non sta avendo un impatto particolarmente negativo su quelli obbligazionari visto che il rendimento del Treasury decennale è salito solo marginalmente al 2,14% e quello del Bund rimane vicino ai minimi storici a -0,23%.  I dati macro americani confermano il rallentamento della congiuntura nel secondo trimestre dell’anno e gli investitori scommettono su due riduzione dei tassi entro la fine dell’anno.

Rimane sulla difensiva il petrolio WTI sotto ai 54 dollari al barile in attesa di notizie dall’OPEC, in quanto la Russia sembra titubante nel rinnovare i tagli alla produzione, che avvantaggiano i produttori americani la cui produzione è su nuovi massimi.  I dati di maggio mostrano poi una riduzione delle importazioni cinesi, e un rallentamento dell’economia per primo paese importatore sarebbe negativa per il mercato del greggio.

Si indebolisce il dollaro contro l’euro, questa mattina a 1,1320, e non trae vantaggio dal rialzo delle borse nemmeno nei confronti dello yen, stabile a 108,60.

La giornata odierna è povera di dati macro e alle 12:00 avremo il risultato del survey del NFIB americano per le piccole imprese per il mese di maggio, e quindi il dato dei prezzi alla produzione USA, sempre per il mese di maggio.

 

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