07/06/2019

Mercati azionari positivi in attesa della disoccupazione USA

La notizia che l’amministrazione Trump potrebbe posticipare l’introduzione delle tariffe sulle importazioni dal Messico ha permesso all’indice SP500 di chiudere in rialzo dello 0,61% a 2843,49 punti (grafico a destra) con un guadagno del 4% in tre giorni.  Particolarmente ampio il recupero di Apple che anche ieri chiude con un guadagno superiore al punto percentuale a 185,22 dollari, ma anche Microsoft sale dell’1,58% a 127,82 dollari e Amazon dello 0,91% a 1754,36 dollari.  L’unico titolo Internet che stenta a recuperare le perdite di lunedì e Google, che rimane sotto ai livelli di inizio anno a 1047  dollari: evidentemente gli investitori percepiscono un rischio maggiore di una azione antitrust da parte dell’amministrazione Trump.

Il mercato azionario americano scommette poi che la banca centrale interverrà presto per sostenere la congiuntura globale rallentata dagli scontri commerciali, anche se al momento i segnali di rallentamento dell’economia USA non sono particolarmente preoccupati: il mercato del lavoro rimane positivamente intonato anche se oggi è probabile che il dato sui nuovi occupati sia ampiamente più basso dei 263 mila nuovi occupati di aprile, soprattutto dopo quello molto basso dell’ADP di mercoledì. I mercati scontano però una probabilità al 60% di una riduzione dei tassi da parte della Federal Reserve alla riunione di luglio.

Ne trae particolare beneficio il mercato obbligazionario con il rendimento del Treasury decennale al 2,12% appena sopra ai minimi degli ultimi mesi e quello del Bund a -0,23%. Ieri Draghi non ha aggiunto niente di nuovo allo scenario per l’area euro alzando leggermente le stime di crescita per il 2019 e abbassando quelle del 2020: ha posticipato la data di un  possibile rialzo dei tassi, ma dall’altro lato non ha parlato di nuove misure per stimolare la crescita.  L’euro ha chiuso invariato a 1,1270 e il dollaro si è rafforzato contro lo yen a 108,40 perdendo però terreno contro le commodity currencies.

In recupero il petrolio WTI dopo aver toccato mercoledì quota 50,60 dopo in nuovo aumento delle scorte americane e questa mattina tratta a 53,40 dollari seguendo il recupero di Wall Street, ma sembra più che altro un rimbalzo tecnico in quanto in continuo aumento delle scorte, sui massimi dal luglio 2017, limita lo spazio al rialzo, soprattutto in quanto la speculazione rimane on grosse posizioni rialziste.

L’attenzione degli investitori è oggi calamitata dal dato della disoccupazione americana di maggio e i rischi maggiori sono orientati verso un numero intorno alle 100 mila unità dopo due mesi sopra la media, ma sarà importante anche il dato della crescita dei salari medi orari, atteso invariato a +3,2% dal mese precedente.  Dovrebbe rimanere sul minimo storico del 3,6% il tasso di disoccupazione.

© 2001-2018 CFS Rating Tutti i diritti sono riservati

I dati le informazioni e le elaborazioni sono proprietà di CFS Rating, nessuna garanzia viene data in merito alla loro accuratezza, completezza e correttezza.

I dati e le elaborazioni pubblicate nel presente sito non devono essere considerate un'offerta di vendita, di sottoscrizione e/o di scambio, e non devono essere considerate sollecitazione di qualsiasi genere all'acquisto, sottoscrizione o scambio di strumenti finanziari e in genere all'investimento.