06/06/2019

Si rafforzano le aspettative di un taglio dei tassi USA

E’ proseguito anche ieri il rimbalzo di Wall Street con l’indice SP500 che ha guadagnato lo 0,82% finendo a 2826 punti (grafico a destra), recuperando il 3% in due giorni nonostante l’incontro alla Casa Bianca con la delegazione messicana sul tema dell’immigrazione non abbia portato alcun risultato.  Il recupero del mercato viene spiegato con il rafforzamento delle aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno: il dato molto negativo dei nuovi occupati del settore privato per il mese di maggio, annunciato ieri dalla ADP è stato quindi accolto con entusiasmo dagli investitori, che ora scommettono su un allentamento della politica monetaria americana.

In forte rialzo ancora i titoli internet con l’esclusione di Google che rimane sui minimi della settimana, mentre Apple guadagna l’1,61% a 182,54 dollari Microsoft il 2,17% a Amazon lo 0,52% a 1738 dollari.

Il rimbalzo dovrebbe però essere giunto al termine ed è probabile che si assista ora a una nuova flessione del mercato americano: è particolarmente importante il supporto a quota 2720 per l’indice SP500 in quanto una discesa sotto questo livello aprirebbe la strada a una correzione molto ampia.

Il rialzo del mercato americano non ha avuto alcun impatto sui mercati asiatici che chiudono invariati, con l’esclusione di Shanghai che perde l’1,11%.

Nonostante il recupero del mercato azionario quello obbligazionario rimane sui massimi dell’anno con il rendimento del Treasury decennale al 2,11% e quello del Bund a -0,23%.  I dati macro americani di eri sono stati più deboli del previsto, anche se l’indice ISM dei responsabili degli acquisti del settore dei servizi è salito in maggio a 56,9 da 55,5, in controtendenza rispetto ai risultati dei survey della Markit.

Recupera invece il dollaro sia contro lo yen a 108,20, sia nei confronti dell’euro che scende a 1,1225 dopo aver trattato ieri sopra quota 1,1300.

L’attenzione degli investitori è oggi puntata sulla riunione della BCE: non sono attese novità dal fronte della politica monetaria, ma si  teme vengano riviste al ribasso le stime per la crescita e l’inflazione nell’area euro.  La BCE riesce poi ad indebolire l’euro ad ogni riunione e si teme che anche oggi lo scenario non cambierà, anche se dopo una fase di correzione verso quota 1,120 ci si attende una nuova fase rialzista oltre quota 1,130.

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