13/05/2019

Aumenta ulteriormente la volatilità dei mercati azionari

Lo scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina continua ad essere in primo piano e le notizie contrastanti stanno aumentando notevolmente la volatilità dei mercati azionari: venerdì Wall Street ha recuperato due punti percentuali dai minimi della mattinata chiudendo a 2881,40 punti con un rialzo dello 0,37% (grafico a destra) nonostante i due giorni di negoziati con il Vicepremier cinesi non abbiano portato a grandi risultati, ma è bastato che i membri della delegazione americana definissero costruttivi i negoziati per far scattare le ricoperture in quello che è sembrato uno short squeeze.

Dopo la chiusura del mercato però è arrivato l’annuncio che gli Stati Uniti imporranno dazi sulle restanti 300 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina sinora esenti entro due settimane.  Il futures sull’indice SP500 apre questa mattina con un ribasso dell’1,2% spingendo al ribasso tutti i mercati asiatici con l’eccezione di Hong Kong che chiude a +0,8%: Tokyo ha perso lo 0,79% toccando il minimo di febbraio (grafico in basso), Shanghai l’1,21% e Seul l’1,38%.

Più ridotte le perdite in apertura dei mercati europei, inferiori al mezzo punto percentuale.

Secondo Larry Kudlow, chief economic advisor della Casa Bianca, il problema è che la controparte cinese si rifiuta di tradurre in leggi gli accordi sinora raggiunti.  Ora la reazione dei mercati dipenderà dalla risposta cinese ai dazi entrati in vigore venerdì su 200 miliardi di importazioni e dal fatto che entrino in vigore quelli sui rimanenti 200 miliardi. La situazione sta comunque diventando sempre più complicata e il rischio maggiore – visti i livelli elevati degli indici azionari – è che prevalgano le prese di beneficio in questa fase di notevole incertezza circa l’impatto della contrazione del commercio internazionale sulla crescita globale.

Trae vantaggio dalla maggiore avversione al rischio il mercato obbligazionario americano, con il TBond che sale oggi a quota 149 e il rendimento del decennale che scende al 2,43%: il rendimenti del Bund tedesco apre questa mattina a -0,06%.

Contrastato invece il dollaro, che perde leggermente contro lo yen a 109,70, guadagna contro il dollaro australiano a 0,7970 e rimane fermo contro l’euro a 1,1230.

Nonostante l’apertura negativa dei mercati azionari il petrolio WTI guadagna leggermente dalla chiusura di venerdì, con il Brent a 71,20 e il WTI a 61,90 dollari al barile, sostenuti dalla riduzione della domanda di petrolio iraniano a seguito della sanzioni americane: domani uscirà il report sulla produzione dell’OPEC e avremo un chiarimento sulla posizione del cartello circa la compensazione della riduzione della produzione iraniana.

La giornata odierna è contraddistinta dall’assenza di dati macro, e dovremo attendere mercoledì per avere il dato sulla crescita del PIL dell’area euro nel primo trimestre dell’anno insieme alla vendite al dettaglio Usa di aprile.

 

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