10/05/2019

Le notizie dal negoziato commerciale aumentano la volatilità dei mercati

Le notizie riguardanti il negoziato commerciale tra Cina e Stati Uniti stanno aumentando notevolmente la volatilità dei mercati azionari essendo difficile da prevederne il risultato: ieri Trump ha permesso a Wall Street di recuperare quasi interamente le perdite registrate in apertura di giornata dichiarando che un accordo è ancora raggiungibile e di aver ricevuto una lettera dal presidente cinese.

In ogni caso a mezzanotte sono entrati in vigore gli aumenti dal 10% al 25% dei dazi su 200 milioni di importazioni dalla Cina.

Particolarmente volatile il mercato cinese, che ha chiuso a +3,1% (grafico in basso) scommettendo che alla fine un accordo verrà raggiunto in tempi brevi.  In ribasso invece dello 0,27% il mercato giapponese.

Ieri l’indice S&P500 ha chiuso a 2870 punti con una perdita dello 0,3% (grafico a destra), ma recuperando ampiamente dal minimo toccato in mattinata a 2836 punti.  Hanno perso un punto percentuale Apple e Amazon, mentre Microsoft ha chiuso invariata.

Il dollaro ha perso leggermente terreno contro lo yen a 109,80 mentre l’euro è ancora fermo a 1,1220.

Recupera il petrolio WTI i 62 dollari al barile mostrando una notevole correlazione con il mercato azionario americano, almeno per il momento, segno che sono gli operatori non commerciali a guidare il mercato: le posizioni rialziste di questi operatori rimangono sopra ai 300 mila contratti e nelle fasi di maggiore avversione al rischio sono questi i primi a cercare di ridurre le posizioni.

Il mercato obbligazionario trae vantaggio da questa fase di incertezza e questa mattina il TBond sale a 148,75 mentre il rendimento del Treasury decennale scende al 2,45%.

Per quanto riguarda la giornata odierna, a parte le notizie da Washington, l’attenzione degli investitori è puntata sul dato della crescita dei prezzi al consumo americani di aprile, attesi alle 14:30.  Le previsioni sono per una variazione mensile che spinga il tendenziale al 2,1% dall’1,9% di marzo.  Anche l’indice “core” dovrebbe rafforzarsi dal 2,0% al 2,1%.

Prima dell’apertura dei mercati europei è uscito il dato della bilancia commerciale tedesca di marzo a +22,7 miliardi di euro, superiore alle attese e al 17,9 di febbraio, e quello del saldo delle partite correnti a 30,2 miliardi di dollari: l’aumento dell1,5% delle esportazioni ha sorpreso gli analisti che si attendevano un -0,4% a causa delle difficoltà del settore automobilistico.

 

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