11/04/2019

Mercati azionari consolidano vicini ai massimi

Il mercato azionario americano ha recuperato ieri quasi interamente le perdite del giorno prima e l’indice SP500 ha chiuso in rialzo dello 0,25% a 2888,21 punti.  Invariato il Dow Jones su cui continua a pesare la debolezza della Boeing, primo titolo dell’indice, che anche ieri ha perso oltre un punto percentuale finendo a 364,94 dollari.  Prosegue invece il rialzo della Apple, che torna sopra ai 200 dollari  guadagnando oltre mezzo punto percentuale, e anche Amazon ha chiuso positivamente a 1847,33 dollari.

Il mercato non sembra affatto preoccupato del nuovo fronte commerciale aperto da Trump con l’Unione  Europee e nemmeno per i segnali di rallentamento dell’economia e attende l’avvio della stagione delle trimestrali sui massimi dell’anno: domani escono i bilanci dei principali colossi del credito.

Ieri è stata la giornata delle banche centrali e sia la BCE nella conferenza stampa di Draghi che la Federal Reserve con le minute dell’ultima riunione hanno sottolineato i rischi di un rallentamento della congiuntura globale, e anche il Fondo Monetario ha abbassato le stime di crescita, ma evidentemente gli investitori ritengono che sarà un rallentamento passeggero e che comunque le banche centrali impediranno una frenata più brusca delle economie.

I mercati asiatici hanno chiuso contrastati, con Tokyo in leggero rialzo, ma Shanghai perde l’1,6% a  e Hong Kong lo 0,75% e anche i mercati europei aprono con movimenti divergenti, il Dax invariato, Parigi in rialzo e Milano in ribasso indebolita dai titoli bancari.

Sul mercato dei cambi si nota una certa debolezza del dollaro soprattutto contro l’euro, che era sceso durante la conferenza stampa di Draghi per poi recuperare terreno e aprire questa mattina sui massimi della settimana a 1,1280.  Stabile lo yen a 111,10 e si rafforzano le commodity currencies.

In rialzo il mercato dei Treasurys dopo il dato di ieri dei prezzi al consumo di marzo, che hanno mostrato un rialzo significativo del tasso tendenziale all'1,86%, ma una leggera flessione dell’indice “core” a 2,04%: il rendimento del decennale scende leggermente a 2,48% e il TBond torna sopra quota 148.

Rimane sopra quota 64 dollari al barile il petrolio WTI nonostante l’aumento di 7,03 milioni di barili delle scorte annunciato dall’EIA per la scorsa settimana: in tre settimane le scorte sono aumentate di 17 milioni di barili, ma allo stesso tempo la EIA ha annunciato che le scorte di benzina sono diminuite di 7,71 milioni di barili e pertanto l’aumento delle scorte di greggio sembra legato alla riduzione dell’attività delle raffinerie.

I darti macro odierni sono di secondaria importanza: prima dell’apertura dei mercati europei è uscito il dato dei prezzi al consumo tedeschi di marzo, ma si tratta della revisione della stima flash di fine mese, invariato a 1,3%, mentre nel pomeriggio avremo il dato dei prezzi alla produzione USA di marzo e il dato settimanale delle richieste di sussidi di disoccupazione.

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