09/04/2019

Nuovi massimi dell'anno per Wall Street

L’indice SP500 ha chiuso ieri su un nuovo massimo dell’anno a 2895,77 punti (grafico a destra) per un rialzo dello 0,10%.  Il Nasdaq ha guadagnato qualche centesimo in più e il DowJones ha perso lo 0,3% appesantito dal -4% della Boeing, il titolo con il peso maggiore all’interno dell’indice.  Il mercato è stato sostenuto anche ieri dalla Apple che ha guadagnato un altro punto percentuale chiudendo a 199,13 dollari.  Scende invece di mezzo punto Amazon a 1827 dollari.

I dati macro americani di ieri sono stati un po’ più deboli del previsto, si trattava degli ordini all’industria e degli ordini di beni di consumo durevoli, ma dopo un’apertura in ribasso l’indice ha guadagnato lentamente terreno andando a chiudere sui massimi della giornata.  I segnali di rallentamento dell’economia e l’inizio della stagione delle trimestrali, che si attende faccia registrare una contrazione degli utili rispetto al primo trimestre 2018, evidentemente non spaventa gli investitori.

I mercati internazionali sono invece più cauti e mentre Tokyo ha chiuso a +0,19, ma sui minimi della giornata, Shanghai ha perso lo 0,14% nonostante le aspettative di nuovi stimoli all’economia da parte del governo.

Si indebolisce il dollaro soprattutto contro l’euro che risale a 1,1260 nonostante l’assenza di notizie o dati favorevoli alla moneta unica e nonostante i rendimenti dei decennali americani siano risaliti leggermente a 2,51%.  Il dollaro scende marginalmente anche contro lo yen a 111,30e il rischio è che una correzione dei mercati azionari lo spinga nuovamente sotto quota 110.

Al momento però non ci sono segnali di ritorno dell’avversione al rischio e tutti i mercati azionari sono sui massimi dell’anno.  Solo il Dax tedesco sta dando qualche segnale di inversione e anche oggi apre in ribasso nonostante Wall Street sia salita ulteriormente.

Prosegue il rally del petrolio WTI a 64,50 nonostante le notizie dalla Libia dovrebbero far salire maggiormente il Brent, che invece appare più cauto con conseguente diminuzione dello spread contro il WTI a 6,50 dollari.

La giornata odierna è contraddistinta dall’assenza di dati macro, e dovremo attendere domani per l’annuncio dell’inflazione USA di marzo e per la riunione della BCE.

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