14/03/2019

Wall Street e petrolio sui massimi dell'anno

Il mercato azionario americano ha toccato un nuovo massimo chiudendo a 2810,92 punti (+0,69%), appena sotto l’area di massimo che ha delimitato la trading range degli ultimi mesi (grafico a destra).  Ieri il mercato è stato sostenuto dai dati sui prezzi alla produzione più bassi del previsto e dagli ordini di beni di consumo durevoli migliori delle attese: dopo quelli dell’inflazione di febbraio confermano il rallentamento della crescita e delle pressioni inflazionistiche giustificando la maggiore pazienza della banca centrale nell’alzare i tassi durante l’anno in corso.

Sale ancora Apple dello 0,44% a 181,71 dollari e Amazon di un punto a 1690 dollari, ma il titolo tecnologico più vicino ai massimi è Microsoft che ha chiuso a 114,50 dollari (grafico in basso), mentre gli altri due sono lontani dai massimi di settembre del 20% circa.  Chiude in leggero rialzo anche la Boeing dopo le perdite dei due giorni precedenti.

Il rialzo di Wall Street non è stato seguito dai mercati asiatici: Tokyo chiude invariata, ma sui minimi della giornata, Hong Kong perde lo 0,11% e Shanghai l’1,2% dopo l’uscita dei dati sulla produzione industriale che è salita del 5,3% in febbraio, il tasso più basso degli ultimi anni.  Il mercato cinese è stato poi indebolito dalle dichiarazioni di Trump sul fatto che non c’è alcuna fretta per raggiungere un accordo commerciale: non è stata ancora fissata la data del previsto incontro con Xi Jinping.

Il rialzo dl mercato azionario americano non ha indebolito quello obbligazionario, che ha seguito i dati sui prezzi al produzione: il TBond tratta intorno a quota 146 e il rendimento del decennale sale leggermente al 2,63%.

In flessione il dollaro contro euro e sterlina dopo il voto del Parlamento inglese sull’uscita dall’UE senza un accordo: la sterlina sale a 1,3275 sui massimi degli ultimi giorni, mentre l’euro torna sopra quota 1,1300 pur in assenza di dati macro favorevoli.  Al contrario questa mattina sono usciti i dati dei prezzi al consumo tedeschi di febbraio e la stima iniziale di fine mese è stata rivista al ribasso alll’1,5%.

Sale il petrolio WTI su nuovi massimi dell’anno a 58,50 dollari al barile grazie alla flessione delle scorte americane annunciata ieri pomeriggio e alla notizia che l’Amministrazione Trump cercherà di ridurre del 20% le esportazioni iraniane di greggio a partire da maggio limitando le esenzioni concesse a vari paesi.

 

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