13/03/2019

Mercati azionari più cauti in attesa di un nuovo voto inglese

I mercati azionari asiatici hanno chiuso in ribasso nonostante la chiusura positiva di Wall Street, con Tokyo che ha perso un punto percentuale a causa della flessione degli ordini di macchinati in gennaio, ma anche Shanghai ha perso un punto percentuale, mentre Hong Kong ha limitato le perdite a -0,42%.  I grafici segnalano un probabile massimo di medio termine per il mercato cinese dopo il notevole rialzo da inizio anno (grafico in basso).

Ieri il mercato azionario americano ha messo a segno un rialzo dello 0,3% per l’indice Sp500 che chiude a 2791,52 riavvicinandosi all’area di resistenza situata sopra quota 2800, ma la possibilità di un superamento di tale barriera è modesto, in quanto Amazon non sembra richiamare l’interesse degli investitori ed è ferma a 1673 dollari, mentre la Apple ha guidato il recupero degli ultimi giorni salendo anche ieri dell’1,12% a 180,91 dollari, ma ulteriori rialzi appaiono sempre più difficili.  Anche la Microsoft è vicina ai massimi a 113,62 con un rialzo ieri dello 0,70%.

Prosegue invece la discesa della Boeing dopo che altri paesi hanno bloccato i 737: il titolo ha chiuso con una perdita del 6,15%.

La giornata di ieri è stata contrassegnata dal dato dell’inflazione USA di febbraio, che ha mostrato una flessione del tasso tendenziale dall’1,58% all’1,52%: il mercato dei Treasurys ha festeggiato e il TBond è tornato sopra quota 146, mentre il rendimento del decennale è sceso al 2,61%.

Il dato leggermente inferiore alle attese ha indebolito il dollaro soprattutto contro l’euro, che si è riavvicinato a quota 1,130 nonostante il voto negativo al Parlamento inglese sulla Brexit.  Anche la sterlina ha mantenuto i guadagni dopo il voto e tratta questa mattina a 1,3160.  Oggi prosegue la telenovela inglese e avremo un voto sulla hard Brexit, vale a dire che sarà votata la mozione che prevede l’uscita dall’UE senza un accordo.

In rialzo il petrolio a 57,20 in attesa del dato odierno sulle scorte americane della scorsa settimana.

L’attenzione degli investitori è oggi puntata sul dato americano dei prezzi alla produzione di febbraio, ma soprattutto su quello degli ordini di beni di consumo durevoli: le previsioni sono per una flessione dello 0,4% rispetto al mese precedente, ma di un aumento dello 0,1% escludendo la componente più volatile del settore dei trasporti.

 

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