08/03/2019

Crolla l'export cinese e la Borsa di Shanghai

La settimana si sta chiudendo negativamente per i mercati azionari: già ieri Wall Street è scesa sotto il primo importante supporto intorno a quota 2760 per l’indice SP500 (grafico a destra) dando un segnale di inversione del trend rialzista dei primi due mese dell’anno.  L’obiettivo del ritracciamento è situato a 2637 e quindi 2581.

Ieri sono stati i tecnologici a guidare il ribasso, con Amazon che ha perso il 2,58% a 1625,95 dollari, Apple un punto percentuale a 172,5 e Facebook due punti a 169,13.  La discesa dei mercati azionari è iniziata durante la conferenza stampa di Mario Draghi e la prima reazione è stata positiva, con l’SP500 future che è risalito in territorio positivo, ma in seguito hanno prevalso le vendite forse legate al fatto che il Presidente della BCE ha abbassato ampiamente le previsioni di crescita e al fatto che i tassi negativi almeno sino a fine anno avranno un impatto negativo sui bilanci bancari: le vendite sono infatti partite da questo settore e titoli come Unicredit hanno perso oltre il 5% dai massimi di metà giornata.

In serata è poi giunto il dato della bilancia commerciale ad affondare i mercati asiatici: le esportazioni cinesi sono scese del 20,7% (in dollari) nel mese di febbraio dopo il +9,1% di gennaio e le importazioni del 5,2%.  La borsa di Shanghai ha chiuso a -4,4%, mentre Tokyo e Hong Kong hanno perso circa due punti percentuali.

In ribasso anche le commodities con il petrolio WTI che per il momento si mantiene sopra ai 56 dollari al barile, mentre scendono i rendimenti obbligazionari americani con il Tbond a 146 e il rendimento del decennale al 2,63%.

L’annuncio di un nuovi piano di finanziamento al sistema bancario da parte della BCE e di tassi invariati sino a fine anno hanno affondato l’euro, che è sceso sotto quota 1,1200 ritoccando al ribasso il minimo del 2018.  Sui minimi dell’anno anche il dollaro australiano a 0,70, mentre si rafforza di un punto lo yen a 111,0.

Oggi l’attenzione degli investitori è puntata sul dato americano della disoccupazione di febbraio: le previsioni sono per 180 mila occupati dopo gli oltre 300 mila di gennaio.  Ci si attende una diminuzione del tasso di disoccupazione al 3,9% dal 4,0% del mese precedente e un aumento dei salari del 3,3%.

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