07/02/2019

Pausa di Wall Street, rally di Unicredit dopo la trimestrale

Il rally del mercato americano si è finalmente interrotto ieri con l’indice SP500 in ribasso dello 0m,22% a 2735 punti (grafico a destra) e il Nasdaq a0,36%.  Sono prevalse le prese di beneficio soprattutto su Google che perde il 2,6% a Amazon a 1640 per un ribasso dell1,12%, mentre Apple ha chiuso invariata a 174,24 dollari.

Scendono leggermente anche in mercati asiatici con Tokyo che perde lo 0,5%, ma Hong Kong sale dello 0,2%.  Prosegue l’indebolimento del dollaro australiano, ieri seguiti anche da quello neozelandese a 0.6744 dopo i dati deboli dell’occupazione: gli investitori iniziano a credere che il prossimo movimento dei tassi sarà al ribasso per Australia e Nuova Zelanda.

Nessuna notizia ancora dal fronte dei negoziati commerciali con la Cina, anche se ieri il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha dichiarato che le parti cercheranno la prossima settimana di arrivare a un accordo per evitare le nuove tariffe americane previste per il 2 marzo.

In leggero rialzo il mercato dei Treasurys con il rendimento del decennale al 2,68% e il Tbond intorno a quota 146, mentre il dollaro continua  a rafforzarsi contro l’euro a 1,1350 e contro lo yen a 110: i dati macro dall’economia europea non migliorano e al contrario quelli tedeschi mostrano un ulteriore indebolimento a fine 2018.  Ieri sono usciti gli ordini all’industria di dicembre che hanno mostrato una flessione dell’1,6% contro il +0,3% atteso ed è sceso anche l’indice Markit del settore delle costruzioni per gennaio.  Questa mattina è stata la volta della produzione industriale tedesca di dicembre e la flessione è stata dello 0,4% sul mese precedente e del 3,9% tendenziale.

Alle 10:00 avremo il Bollettino Economico della BCE e alle 11:00 le previsioni di crescita della Commissione Europea, con un atteso taglio delle previsioni per l’Italia allo 0,2%.

I mercati europei aprono la giornata in ribasso di mezzo punto percentuale e Milano dello 0,2%: recupera del 2,5% Unicredit dopo l’annuncio della trimestrale, in linea con le previsioni come del resto quella di Intesa.  Mustier ha confermato una previsione di utili a 4,7 miliardi di euro per il 2019 e il titolo tratta a cinque volte tale obiettivo, un livello molto basso rispetto ai concorrenti europei.

Stabile tra i 53 e i 54 dollari al barile il petrolio WTI dopo il dato di ieri dell’aumento delle scorte americane: la riduzione dell’offerta venezuelana e della produzione OPEC dovrebbe sostenere il prezzo del greggio anche in caso di correzione dei mercati azionari.

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