05/02/2019

Mercati europei stentano a seguire Wall Street

Wall Street ha chiuso la giornata di ieri su un nuovo massimo dell’anno, a 2724,87 per l’indice SP500 che supera l’obiettivo a 2813 punti (grafico a destra) e il rialzo è stato superiore al punto percentuale per il Nasdaq in quanto sono stati i titoli tecnologici a guidare il rally, con Apple il primo piano a 171,25 dollari (+2,84%) seguita da Microsoft a 105,75 (+2,88%).  Meno brillante Amazon, che sale solo dello 0,44% e che sembra aver perso un pio’ di smalto dopo la trimestrale: lo spazio al rialzo del titolo appare ora modesto (grafico in basso).

L’attenzione degli investitori era però puntata sulla trimestrale di Google attesa dopo la chiusura del mercato e la reazione è stata negativa visto che il titolo ha perso il 3%.  Il fatturato nel trimestre è salito a 39,28 miliardi di dollari da 32,32 dell’anno prima, un po’ più delle previsioni mentre l’utile netto è stato di 8,95 miliardi e 12,77 dollari per azione contro i 9,7 del quarto trimestre 2017 (non tenendo conto della perdita per il cambiamento del regime fiscale).  L’utile netto è stato gonfiato da un profitto non realizzato di 1,3 miliardi su un titolo non quotato non specificato e senza questa componente l’utile per azione sarebbe stato di 10,91 dollari, in linea con le previsioni.

La reazione negativa degli  investitori è forse legata alla riduzione dei margini operativi dal 24% al 21% spiegata dai costi in sensibile aumento.

I mercati asiatici non hanno seguito il rialzo di Wall Street e Tokyo ha perso lo 0,2%, Hong Kong ha guadagnato lo 0,2% e Shanghai prosegue nella chiusura festiva per il nuovo anno (del Maiale).

Positiva invece l’apertura dei mercati europei con un tentativo di recupero dei titoli finanziari italiani dopo il tracollo di ieri, in attesa delle trimestrali dei principali titoli del credito di questa settimana.

Il rialzo dei mercati azionari ha indebolito i Treasurys riportando il rendimento del decennale a 2,72% e il prezzo del TBond a 145 dal massimo a 147 di venerdì scorso.  Piuttosto volatile il petrolio WTI che ieri ha corretto di due dollari dal massimo a 55,7 fatto segnare in mattinata e questa mattina risale a 54,7 dollari.

Sul fronte macro oggi abbiamo i risultati dei survey Markit della congiuntura europea e americana, ma soprattutto quello dei responsabili degli acquisti dell’ISM americano per il settore dei servizi, atteso in flessione da 57,7  57,0 in gennaio.

 

© 2001-2018 CFS Rating Tutti i diritti sono riservati

I dati le informazioni e le elaborazioni sono proprietà di CFS Rating, nessuna garanzia viene data in merito alla loro accuratezza, completezza e correttezza.

I dati e le elaborazioni pubblicate nel presente sito non devono essere considerate un'offerta di vendita, di sottoscrizione e/o di scambio, e non devono essere considerate sollecitazione di qualsiasi genere all'acquisto, sottoscrizione o scambio di strumenti finanziari e in genere all'investimento.